Una caramella, un quaderno, una busta di latte, un pacchetto di figurine…. È questo ciò a cui pensiamo quando ci troviamo a parlare di un dollaro, poiché si tratta apparentemente di una moneta di poco valore, che gettiamo nelle fontane in cerca di fortuna e per esprimere un desiderio e che spesso ci capita di perdere per strada. È quindi difficile considerare un dollaro come qualcosa che possa fare la differenza, poiché non siamo abituati a valutarlo da questo punto di vista. Ma in realtà il valore simbolico che possiamo attribuire ad un dollaro è alla base del nostro giudizio riguardo le disparità e le ingiustizie che purtroppo invadono il nostro pianeta.
Se dovessi decidere a chi regalare un dollaro, nelle mani di chi sia più giusto metterlo, sceglierei ad occhi chiusi di affidarlo ad una tra le 3,6 miliardi di persone che sono costrette a vivere in situazioni disagiate, prive dei beni primari dell’uomo e che non riescono ad uscir fuori dalla loro situazione di miseria e di povertà a causa delle onde che li sommergono appena tentano di riemergere, ovvero a causa del fatto che la società molto spesso preferisce investire, regalare un dollaro, a coloro che ne hanno una collezione intera e continueranno a possederne una quantità sorprendentemente enorme nonostante tutti gli investimenti. So che regalare loro un dollaro significa investirlo e sicuramente produrrebbe frutti migliori e maggiori, che magari potrebbero garantire un futuro a più di una persona tra le 3,6 miliardi, che al contrario è il massimo risultato che si possa ottenere donando un dollaro a un cittadino povero. Ma non riesco a concepire l’idea di trovarmi di fronte a un ricco miliardario e a una famiglia che vive di stenti e in una situazione sempre precaria e decidere di consegnare un dollaro, che si andrebbe ad accumulare a tutti gli altri, al ricco avanti ai miei occhi, solo perché esiste una piccola possibilità che lui possa poi utilizzarlo per favorire tante famiglie uguale a quella. Per questa ragione io sono sicura di preferir consegnare un dollaro a colui che ne ha bisogno e tentare di fare la differenza, facendo la mia parte nel mondo: poiché è a questo che siamo chiamati noi cittadini, a tentare quella via che ognuno di noi considera più giusta per contribuire a rendere la società un posto in cui si possa vivere meglio e quindi in cui le disparità e le ingiustizie siano più limitate.
Se solo la metà di quelle 64 persone ultraricche decidesse di regalare uno degli infiniti dollari che possiede a una tra le 3,6 miliardi di persone, allora la Terra sarebbe un posto migliore di questo. Poiché la vera differenza non potrà mai essere compiuta da noi gente “normale”, il cui contributo è minimo; è indispensabile che siano loro a intervenire, ma la generosità e l’aiuto reciproco non sono purtroppo le virtù con cui possiamo descrivere la nostra società. Sono infatti consapevole che si tratti di un ingenuo desiderio, utopistico e inarrivabile persino per essere un sogno.

Laura Feliziani

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