“E’ vero che la ricchezza può far sembrare signore anche chi non lo è, ma il vero signore si vede anche nella povertà”

Voglio iniziare con questa citazione, che a parer mio centra pienamente l’obbiettivo del discorso. Come ben sappiamo, da sempre il mondo è stato costellato da coloro che di denaro non sapevano neanche l’esistenza, e da quelli che ci abitano insieme. A questo punto la situazione, anno dopo anno, anziché andare a migliorare si deteriora, arrivando al momento in cui sessantadue “super benestanti”, usiamo questo termine, si ritrovano ad avere tutti insieme una somma di denaro pari a quella di mezza popolazione. A questo punto i dubbi iniziano a sorgere e nascono molti perché. Perché loro hanno più fortuna di quelli che vivono di sacrifici per le proprie famiglie, affinchè esse possano sopravvivere? Perché non donano del denaro alle persone meno fortunate? Perché questa gente non sente nel cuore l’esigenza di far del bene? Forse non lo hanno il cuore? Tutti “perché” con alle spalle milioni di risposte, a cui nessuno, però, può porre soluzione. Per me il vero eroe non è l’uomo che se ne sta seduto sul proprio divano da duemila euro, o dollari che siano, ad aspettare che la vita faccia il suo corso, l’eroe vero, quello degno di essere chiamato così, si alza presto la mattina per andare a lavorare, per dare un tetto alla propria famiglia, l’eroe vero è il bambino che non mangia da giorni eppure sorride sempre alla vita, l’eroe è una mamma rimasta sola con il proprio figlio e fa di tutto per mantenerlo sano, o almeno ci prova. Gli eroi sono quei tre miliardi di persone che vivono con 2,5 dollari al giorno. Perché la ricchezza non fa la felicità, la compra! A questo punto, il dollaro del tema della settima, lo strappo e non lo do a nessuno, perché esso non farà la differenza di ogni singolo individuo.
“Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.”

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