Caro amico Steve,
ho saputo che sei stato in guerra nell’ottobre 1955,spinto da uno spirito di patria. La realtà crudele di una guerra portò gravi stragi nel Paese. Bambini,donne,uomini uccisi. Mi ricordo che tuo padre era morto per lo scontro che ha subito e te hai avuto il coraggio di lottare,di combattere tutti i tuoi nemici. Sei tornato dalla guerra ferito gravemente alla spina dorsale,perdendo l’uso delle gambe e diventando impotente su una carrozzina. Ti sentivi un eroe,ti sentivi orgoglioso di aver provato a superare quel brutto e pesante problema. Tuo padre ti ha dato la forza,nonostante le gravità per andare al fronte per affrontare il nemico. Sei tornato a casa e mi hanno detto che non c’era più tua madre,tuo fratello piangeva su un angolo della cucina.. Tua madre era stata uccisa da un colpo di fucile.. Era rimasto solo tuo fratello..
Nella mattina del 14 luglio 1962,vi eravate alzati,vi eravate alzati perchè avevate sentito colpi di fucile,cavalli galoppare con uomini armati,i rumori delle spade che si scontravano,eh si,era iniziata un’altra guerra. Voi purtroppo,essendo uomini non potevate rimanere al riparo,era arrivata la vostra ora di affrontare di nuovo i nemici.. Te,Steve,hai avuto di nuovo il coraggio di andare a lottare insieme a tuo fratello,ma purtroppo al primo colpo sei stato ucciso. Era rimasto solo tuo fratello,senza mamma,senza papà e senza te,Steve.
Lui rimase solo,o magari con soli pochi amici,quelli che erano sopravvissuti. Finalmente,con il passare degli anni non ci furono più guerre,sembrava fosse arrivata la libertà anche per te e così fu.

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