La violenza sotto tutto le forme serpeggia tra le vie della nostra vita incutendoci a volte stupore, a volte, timore. Così il terrorismo e la violenza in genere diventano un grande problema che giorno dopo giorno è sempre più tragico, soprattutto se a morire per sua mano sono vittime innocenti. Si insinua nelle nostre coscienze, nella nostra mente e ci paralizza. Anche perché non si fa in tempo a piangere una sciagura che già risuona in un’ altra parte del mondo l’eco di un altro bombardamento. E una sensazione di vuoto e di incertezza invade e pervade tutti. Un’atmosfera cupa e fosca ci minaccia per l’avanzare di un terrorismo che vuole limitare solo le nostre libertà. Dunque, allora non si tratta solo di attentato fisico ma di attentato psicologico. Dovunque l’allerta è forte. Fortunatamente, dopo gli ultimi attacchi terroristici di Parigi e dell’ Africa le nazioni europee e non stanno lavorando sinergicamente ed indefessamente nell’ approntare leggi speciali che permettano di debellare il problema “ISIS”. Tutti uniti nella lotta. A partire dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E tutti uniti in una forma di cooperazione in fatto di sicurezza. Anche la nostra Italia si attiva in tal senso. Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha emanato un decreto antiterrorismo con espulsioni e aumento della sicurezza nei posti strategici per prevenire ogni forma di attacco. Una sorta di decalogo di atteggiamenti e comportamenti da adottare contro il terrorismo di matrice internazionale:
-viene considerato reato penale “chi organizza, finanzia e propaganda viaggi che servano per compiere atti terroristici”.
-Vengono puniti con pene da cinque agli otto anni i foreign fighters
-Sono previste aggravanti di pena per i reati di terrorismo, istigazione e apologia commessi tramite internet
-Viene aggiornata costantemente una lista di siti internet da parte della polizia postale utilizzati per atti di terrorismo
-Nel codice penale sono previste nuove contravvenzioni per materiale e sostanze chimiche che servono a fabbricare esplosivi
Però tali norme in Italia non implicano la limitazione della libertà del cittadino. Al contrario della Francia, dove il Premier francese ha, infatti, proposto di inserire nella Costituzione lo stato di assedio a quello di urgenza prevedendo il trasferimento di determinati poteri, come quelli della polizia interna, all’autorità militare. Ma, con restrizione della libertà dei cittadini. Ma è corretto limitarne la libertà facendo il gioco dei terroristi? Non si può vietare ad un cittadino di circolare liberamente nel proprio stato solo per il timore di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato, consci del fatto che anche nelle proprie case si è a forte rischio. Limitare la libertà, sacrificando diritti in nome della tranquillità e della sicurezza non sembra essere una strategia adeguata alla risoluzione ”ISIS”. I terroristi non hanno bersagli selezionati, tanto che anche gli studiosi del terrore lo hanno affermato. Sicuramente, da parte di tutti ci deve essere un occhio vigile, previdente,attento. In nome della libertà e della democrazia occorrono invece, provvedimenti efficaci ed indispensabili atti a garantirne la sicurezza dei cittadini: più controlli per le strade e in tutti i campi in cui i terroristi si possono muovere. Dunque, conduciamo la nostra vita come abbiamo sempre fatto, guardandoci le spalle. O le pallottole.

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1 Comment
  1. dada1998 5 anni ago

    Buongiorno dalla redazione Virtus,
    Ho letto il tuo articolo, mi

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