Paura e coraggio sono due parole che indicano il contrario l’una dell’altra, ma nei tempi in cui viviamo sembra che siano così vicine tra loro: dentro di noi si alternano periodi in cui cerchiamo di farci coraggio e periodi in cui purtroppo la paura prevale. Viviamo giorni difficili, in cui gruppi terroristici con i loro crimini diffondono paura, panico e terrore nella popolazione mondiale. L’atto barbarico di Parigi sicuramente condiziona il nostro pensiero e la nostra mente. C’è un momento di esitazione, di indecisione quando ci sembra che un passo indietro, che un po’ più di attenzione non ci farebbe male, ma questo non ci aiuta, porta tra noi semplicemente ulteriore panico. La vita ha bisogno di persone coraggiose che, davanti a degli ostacoli, non li schivano né decidono di cambiare strada, che non si lasciano condizionare da dolore e lacrime. La tristezza e i pianti dei parigini preludono ad uno slancio di rinascita, di ritrovato amore verso la vita e verso la propria città, non sono sintomo di debolezza rassegnata. Sono certo reazioni normali e se dicessimo che non sono reali, mentiremmo a noi stessi, ma proprio questi istanti non devono vincere sul coraggio o sulla voglia di vivere, dovrebbero aiutarci a diventare più forti. L’umanità in tutti questi secoli è stata sempre segnata da sconfitte, pianti e dolori, ma nonostante questo è sempre stata capace ad andare avanti anche quando le guerre l’hanno distrutta, anche quando i terremoti l’hanno demolita, anche quando gli atti barbarici l’hanno ferita. Questo dimostra che la forza di non lasciarsi sconfiggere, che esiste all’interno di ognuno di noi, è molto più grande rispetto alle conseguenze che lasciano le tragedie naturali o quelle causate dall’uomo. I parenti delle vittime degli attentati non hanno bisogno di un mazzo di fiori e parole consolanti, ma più che altro di persone che stanno loro accanto, che non scappano dalle difficoltà e che sono pronti ad rialzarsi anche dopo questa ennesima sconfitta, tutti uniti nella speranza che verranno giorni di pace.

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