Personalmente non ho paura del terrorismo, anche se gli ultimi avvenimenti accaduti in Francia mi portano a fare delle riflessioni.
Cerco di vivere normalmente la mia vita frequentando la gente che mi piace senza pensare se è di una religione o nazione diversa dalla mia. Sicuramente giocare a calcio mi ha aiutato, nella mia squadra ci sono ragazzi di nazionalità rumena e altri provenienti dal Marocco con cui ho instaurato un ottimo rapporto. Credo che le paure maggiori le abbiano i miei genitori che temono di non potermi proteggere di fronte a un caso come quello parigino, anche se mio padre dice sempre che non si battono queste persone restando chiusi in casa.
Mi piacerebbe capire cosa spinge un ragazzo della mia età o poco più grande a fare certe azioni, ultimamente, sentendo la televisione o confrontandomi con la mia famiglia, ho capito che in questi paesi c’è tantissima disperazione, dietro la parola “democrazia” si nascondono molti interessi come quello del petrolio.
Ho capito che le grandi potenze occidentali, ad iniziare dagli Stati Uniti, intervengo solo nei posti dove ci sono delle ricchezze da sfruttare, dico questo perché leggendo ho scoperto che ci sono posti in Africa come la Liberia dove da anni esiste una guerra civile, ma nessuno ne parla e nessuno interviene per farla finire.
Prima degli avvenimenti francesi, quando sentivo che era stato compiuto un atto terroristico o che una persona si era fatta saltare in aria provocando una strage, pensavo che erano situazioni che non si potevano verificare da noi; adesso mi sono reso conto che anche in Italia potrebbe succedere, e la cosa che mi fa stare più male è che sempre la povera gente a doverci rimettere.
Non credo che si riesca a sconfiggere il terrorismo con le bombe, queste provocano solo altre vittime civili, ma smettendo di sfruttare questi popoli, iniziando davvero ad aiutarli economicamente; solo se tutti avremo un minimo di benessere potremo iniziare a vivere in pace.

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