Dopo l’attentato del 13 Novembre a Parigi, il mondo intero è stato scosso da una terribile onda di terrore. La Francia ha dichiarato guerra al sedicente Stato Islamico in Siria e gli Stati Uniti e la Russia hanno negoziato una risoluzione al Consiglio dell’Onu per colpire le finanze dell’Isis.
Ma noi, cittadini del mondo, come abbiamo reagito a questo terrore?
Alcune reazioni sono state diffidenti e timorose verso tutto il mondo islamico e sono state provocate dall’ignoranza di quanti confondono Isis e Islam.
In Francia, infatti, alcuni musulmani sono stati aggrediti dagli stessi francesi, le moschee sono state violate e le classi scolastiche sono state addirittura divise fra alunni musulmani e alunni francesi. Alcuni francesi hanno cominciato a cambiare le loro abitudini, chiudendosi di più in casa e cercando di frequentare di meno i loro abituali luoghi d’interesse.
Una reazione di questo genere, fortunatamente limitata a poche persone, non conduce ad una soluzione, che è raggiungibile solo a partire dall’integrazione.
Se si prova ad accogliere con vero spirito di apertura i musulmani, senza avere reazioni razziste nei loro confronti, non si creeranno divisioni sociali e non accadranno più attentati simili. I terroristi che hanno commesso la strage del 13 Novembre erano cittadini FRANCESI e musulmani solo di seconda o terza generazione. Erano quindi quei musulmani che sono sempre stati guardati con diffidenza dai francesi, per la loro religione e origine. È stata proprio questa diffidenza nei loro confronti che li ha incattiviti e li ha spinti a esprimere la loro vendetta e rivalsa con il tremendo attentato.
Noi, cittadini del mondo, dobbiamo quindi imparare a integrare, ma poiché i tempi di una vera integrazione sono lunghi dobbiamo oggi imparare una fondamentale lezione: continuare a vivere, il più possibile, senza paura di morire.
Possiamo farlo: andiamo nel nostro locale preferito con i nostri amici, visitiamo quella città che tanto abbiamo desiderato conoscere, ascoltiamo il nostro cantante preferito in un concerto, senza nessun timore e senza nessun limite. Così, di fronte a un Isis che cerca di limitare la nostra libertà e felicità, riporteremo la nostra vera vittoria.

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1 Comment
  1. miristella 5 anni ago

    Articolo scritto bene, ho apprezzato molto il tuo riferimento alle reazioni dei francesi in seguito agli attacchi del 13 novembre, anche se non ti sei soffermata sui provvedimenti in materia di sicurezza. Hai ragione, possiamo vincere il terrorismo solo non rinunciando alla nostra libert

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