L’industria dei videogiochi non è di piccole dimensioni, in Italia le vendite di videogame superano il miliardo di euro, anche se allo stesso tempo ne vengono prodotti pochi. Oramai questi passatempi non riguardano soltanto gli adolescenti e i bambini, ma vengono usati anche in gran parte dagli adulti. Pochi giorni fa c’è stato il Drago D’Oro, ovvero “l’oscar” del videogioco, dove vengono assegnate 19 statuette per altrettante categorie. Le nomination comprendono i videogame più venduti nell’arco dell’anno, questo anno vinto da Final Fantasy xv, un videogioco ambientato tra realtà e fantasia.
Ma se volessimo creare un videogame, che storia potremmo utilizzare?
Pensiamo che basare un gioco sulla fantasia e sull’immaginazione sia bello, coinvolgente e molto appassionante, ma il distacco dalla realtà è un bene per noi essere umani?
Probabilmente sì, perché ci dà un riposo dalla vita comune e ci fa immergere in un altro mondo.
Premettendo che esistono persone al mondo, che hanno abbandonato tutto, famiglia, sport, amici, alcuni persino il lavoro, per poter giocare dalla mattina alla sera, e a volte addirittura la notte con i videogiochi vorremmo introdurre il pensiero di un gioco innovativo.
Un videogioco con personaggi fantastici e, perché no, anche paesaggi irreali, ma magari con una storia che rispecchi le complicazioni che ci troviamo ad affrontare tutt’ora nel mondo reale, come i problemi climatici, l’inquinamento, l’emigrazione, l’immigrazione la politica, ed infine la risposta ai molti femminicidi che avvengono oramai tutti i giorni. Magari, un gioco, che giornalmente, possa avere una durata massima di utilizzo, in modo da ridurre la dipendenza. Lo scopo potrebbe essere quello di salvare le donne dai tanti omicidi, trovare una sistemazione a tutti i profughi provenienti dall’Africa, riuscire a prevenire eventuali disastri climatici con i quali spesso ci trovano impreparati. Così da lasciare che il videogioco sia un momento di distacco dalla realtà, nel quale però si rifletta responsabilmente sulle difficoltà che ci ritroviamo ad avere ancora oggi.

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