La storia di tutti gli uomini e le donne che ogni giorno si trovano a confrontarsi con il pericolo e la morte, che magari si trovano nelle città assediate in Medio Oriente a causa della guerra, quella di cui proprio non siamo nemmeno a conoscenza: questo sarebbe interessante da raccontare in un videogioco. Un gioco in tal senso, infatti, esiste già e si chiama “This War Of Mine”, titolo che ci mette nei panni di un gruppetto di tre o quattro civili che cercano di sopravvivere nella città assediata di Pogoren, fino alla fine del conflitto tra l’esercito regolare (assediante) ed i ribelli. Il gioco permette un’immedesimazione totale grazie al suo realismo, visto che i personaggi hanno emozioni ed esprimono la loro opinione riguardo le azioni che compiono. Io personalmente posseggo il gioco e mi ero immedesimato nel gruppetto di sopravvissuti talmente a fondo che, quando un personaggio è morto per un mio errore, ho provato un senso di colpa tale che ho annullato la partita e smesso di giocare il titolo per oltre un mese.
Il punto fondamentale però è che questo gioco, oltre a permetterti di capire quanto dura sia la vita vera di coloro che si trovano in una situazione di guerra, cerca anche di aiutarle, destinando loro il ricavato dalle vendite del gioco stesso. I creatori poi hanno perfino ideato e messo in vendita un’espansione incentrata sui bambini nelle stesse condizioni e, questa volta, il ricavato delle vendite va a delle associazioni umanitarie che si occupano, appunto, dei più piccoli negli ambienti di conflitto, visto che, essendo i più deboli, spesso sono le prime vittime della guerra.
Sono storie come questa quelle su cui gli sviluppatori si dovrebbero basare per creare nuovi contenuti, e giochi come questo sarebbero quelli da vendere: agli appassionati piacciono e, allo stesso tempo, concorrono a sviluppare in loro, mentre giocano, empatia e solidarietà nei confronti di quanti hanno avuto in sorte di vivere in contesti di guerra.

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