La nostra Carta Costituzionale, rovesciando i postulati del regime fascista, disegna nell’articolo 1 della nostra Costituzione un’Italia repubblicana, come forma di governo, e democratica, come forma di Stato.
La democrazia, continua sempre lo stesso articolo, appartiene al popolo ed è esercitata nelle forme e nei limiti della costituzione. Ciò significa che è il popolo che pensa, sceglie, elegge, chi sono le sue guide.
Nel nostro sistema ciò avviene tramite le elezioni nei diversi livelli: nelle elezioni europee, in quelle politiche e nelle amministrative. È una forma di democrazia infatti, la nostra, rappresentativa o indiretta in cui il popolo sovrano, sovrano muto perché avvenuta l’elezione non può impartire ordini all’eletto, delega la sua sovranità a dei rappresentanti che ne dovrebbero esprimere i suoi interessi.
Certo l’invidiata democrazia diretta dell’antica Atene in cui i cittadini riuniti nell’agorà decidevano sulla gestione della Polis, in una società complessa come la nostra, non è oggi pensabile. Sebbene la Costituzione preveda strumenti di democrazia diretta quali il referendum abrogativo, quello costituzionale o confermativo, l’iniziativa legislativa popolare e la petizione, tuttavia la prevalente forma di democrazia resta quella indiretta.
Io penso che non sia il tipo di democrazia, diretta o indiretta, il problema dell’attuale società bensì la mancanza di rappresentatività dei rappresentanti. Noi giovani di oggi sentiamo la politica lontana e la maggior parte di noi è indifferente riguardo ad essa perché siamo convinti che sia lontana dai nostri problemi, intenta a realizzare interessi di gruppi ristretti.
Ciò è stato favorito anche da un sistema elettorale (il c.d. porcellum) che non ammetteva la scelta dei candidati da parte del popolo prevedendo liste bloccate. La partitocrazia aveva sostituito la democrazia. La Corte Costituzionale e il legislatore con l’italicum hanno ridato al popolo il suo potere.
Credo che le primarie siano un modo un modo attraverso cui i partiti stiano cercando di riconquistare la fiducia degli elettori facendoli sentire protagonisti di scelte importanti sulle persone che poi dovranno gestire la res pubblica.

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1 Comment
  1. lea016 4 anni ago

    Ciao dalla redazione @Articolo 21
    Innanzitutto complimenti per il tuo elaborato. Privo di errori di ortografia. Lettura scorrevole e piacevole. Inoltre sono d’accordo con quanto affermi, davvero ottimo. Nonostante non sia un articolo molto lungo il concetto principale

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