L’Italia è uno stato che ospita ben 60 000 000 di abitanti, ma di questi solo 203 000 possono definirsi “ricchi”.
Per definire bene chi è ricco e chi non lo è dobbiamo capire che cosa significa essere ricchi: il significato secondo il vocabolario della Treccani è chiunque possieda più soldi e più beni di quanto ne abbia una persona normale.
Di solito quando si pensa a persone ricche pensiamo subito a grandi ville e macchine di lusso, ma non è necessariamente così come abbiamo visto.
In altri paesi europei la situazione è di gran lunga migliore, potrebbe sembrare che paesi come la Grecia che hanno miliardi di euro in debito, siano quelli più poveri, ma in realtà, l’Italia è il paese più povero dell’Europa.
econdo quanto riportato dall’Istat, il rischio di cadere nella condizione di povertà riguarda sia gli individui considerati singolarmente (e si passa dal 19,9% al 20,6%), sia coloro che vivono in famiglie con pochi mezzi (e qui si passa dall’11,5% al 12,1%), sia infine persone che vivono in nuclei a bassa intensità lavorativa. Le aree più esposte al fenomeno sono quelle meridionali ma anche il Centro del Paese non se la passa bene infatti un quarto dei residenti è a rischio povertà.Per l’Unione Nazionale Consumatori: “Non solo i dati peggiorano rispetto al 2015, ma mai si era registrato un dato così negativo dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2003” afferma Massimiliano Dona presidente dell’UNC. “Sono dati da Terzo Mondo, non degni di un Paese civile. Non si tratta solo di una priorità sociale e morale, ma anche economica. Fino a che il 30% degli italiani è rischio povertà o esclusione sociale è evidente che i consumi delle famiglie non potranno mai veramente decollare e si resterà intorno all’1 virgola” prosegue Dona. “I dati ci dicono che non basta varare il Rei (Reddito di inclusione sociale, ndr) cercando di tamponare l’emergenza. Bisogna evitare che le file dei poveri assoluti continuino ad ingrossarsi, risolvendo i problemi di chi, pur stando ora sopra la soglia di povertà assoluta o relativa, rischia di finire sotto perché non riesce a pagare le bollette o ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro” conclude Dona.
Speriamo che il nuovo governo mantenga le sue promesse, o saremo in guai seri

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