Già precedentemente al terribile incidente causato da un’auto senza conducente di Uber, si discuteva dei problemi etici con cui gli ingegneri che lavorano a queste vetture dovranno far fronte.
C’è qualcosa di ingiusto nel panico morale generato sulle auto che guidano da soli. Infatti filosofi e non cercano di riproporre scenari ambigui, per capire come l‘auto potrebbe o dovrebbe reagire. Se un pedone sbucasse all’improvviso sulla strada, l’auto avrebbe essenzialmente due possibili scelte: investire il pedone o sterzare contro un albero e uccidere i passeggeri, quale preferireste? Ha importanza che gli scenari siano artificiali o non realistici?
I dettagli cambiano, ma il set-up è lo stesso. Dovremmo immaginare che un’auto a guida autonoma debba affrontare una decisione terribile: dovrebbe crollare in una folla di persone o sterzare in una sola persona? E così via.
Ovviamente, questi sono scenari non vincenti; è davvero terribile, non importa in quale direzione va la macchina autonoma. Se un guidatore umano avesse preso una decisione fatale in un’emergenza, sarebbe stato solo un tragico incidente, e avremmo difficoltà a dare la colpa al guidatore. Ma se un guidatore di intelligenza artificiale ha preso esattamente la stessa decisione, non è più un riflesso sfortunato, ma piuttosto un omicidio premeditato.
E ci sono implicazioni etiche, a quanto pare, se un fabbricante d’automobili decidesse che è meglio sacrificare una persona per salvarne cinque, o correre su una bambina per salvare l’occupante dell’auto che guida. Potrebbe darsi che non ci sia una decisione “giusta”, ma decidere in modo sistematico in un certo modo – ad esempio, proteggere sempre il conducente – può essere criticato, specialmente se la decisione di progettazione non è stata presa uni lateralmente dalla società ma in segreto.
Gli scenari provocatori di queste discussioni sull’etica sono noti come esperimenti mentali, che sono come esperimenti scientifici, tranne che sono tutti condotti nella nostra mente, senza laboratori e attrezzature. Questi porteranno probabilmente a risposte controverse in qualunque caso perché gli scenari del mondo reale sono spesso troppo disordinati con variabili incontrollate e intrappolate.
Ma indovinate un po’? Questo è esattamente ciò che fanno anche gli esperimenti scientifici e nessuno ha problemi con il loro metodo. Gli esperimenti scientifici sono spesso inventati per isolare, controllare e testare determinate variabili, perché il mondo reale è troppo disordinato.
Perciò dovremmo liquidare l’esperimento come inutile, o complicato? Se gli esperimenti mentali invece sono utili, allora, cosa dovrebbero testare? Questi servono semplicemente a mettere in luce le mancanze e le problematiche non solo etiche ma anche pratiche che l’immissione nelle strade di autovetture senza conducente comporterebbero, semplicemente perché le macchine non sono provviste di una morale. E chi la decide? Chi stabilisce se sia meglio programmare la macchina in modo che salvi il pedone o il passeggero? I risultati di statistiche condotte nel corso degli anni variano a seconda dei soggetti degli esperimenti mentali, infatti se i passeggeri a rischio fossero gli intervistati nessuno di loro vorrebbe affidare la responsabilità della propria vita ad una macchina.
Negli ultimi anni la tecnologia sta compiendo innumerevoli passi avanti in ogni campo, svariate applicazioni tecnologiche sono divenute a far parte del nostro quotidiano, influenzandolo. In qualche modo stiamo sempre di più affidando le nostre vite alle macchine, permettiamo ci organizzino ogni nostro istante, presto avremo robot come babysitter, stiamo permettendo con il nostro abbandonarci leggero in questa rete di comodità tecnologiche che prendano il sopravvento. A questo stadio di ricerca, lasciare che la auto senza conducente solchino le strade di ogni città equivarrebbe affidare la propria vita ad una coscienza artificiale, a microchip collegati ad un monitor, credo stia a noi decidere se vogliamo che la nostra società divenga lo scenario di un mondo fantascientifico in cui permettiamo che le macchine gestiscano ogni nostra mansione così presto, ancora prima di considerare a pieno tutte le ripercussioni etiche di tutto ciò sul reale.

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