Gli ultimi eventi estremi, un tempo rari alle latitudini mediterranee, sono frutto del nostro cattivo rapporto con la Terra, non piùrispettata, anzi calpestata ogni giorno sempre di più. Non possiamo più trovare una scappatoia: è arrivata l’ora di affrontare questa situazione e non tra dieci anni, ma adesso. Niente più inquinamento, niente più distruzione di ecosistemi e niente più maltrattamento del nostro pianeta. Dobbiamo agire in positivo e uniti ce la faremo. Belle parole. Peccato che nessuno di noi voglia realmente combattere: tutti pensano al denaro e alla propria vita, invece di proteggere l’ambiente naturale e chi lo popola rispettosamente, senza capire che è come se ci facessimo un dispetto gli uni agli altri senza motivo. Tutti delegano, pensando: “Siamo in una situazionegrave, ma non importa, perché ci penseranno gli altri a risolverla”. Forse bisognerebbe essere abituatisin da piccoli a lavorare in gruppo per ottenere un risultato, che non sarebbe personale, ma di tutti. Non possiamo assolutamente pretendere di andare avanti in questa situazione disastrosa, meglio cambiare prospettiva: noi e la Terra siamo profondamente legati da un rapporto circolare, dipendiamo gli uni dall’altra. Se noi facciamo del male alla natura,quel nostro brutale gestoci si ritorce contro; invece, se la amiamo e rispettiamo, anch’essa ci restituirà gioia e una vita serena.

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