Con l’avanzare degli anni, il nostro pianeta è sempre più sconvolto da eventi di fronte ai quali l’uomo è sempre più impotente e non può far altro che guardare, infatti nel corso della sua storia l’umanità è quasi sempre uscita sconfitta, almeno in parte, dai vari cataclismi che si sono presentati.
Basti pensare all’alluvione di Firenze del 1966, che fu la conseguenza di una serie di straripamenti da parte del fiume Arno, oppure all’uragano Katrina, che nel corso del mese di Agosto 2005 devastò la regione sud-orientale degli U.S.A. e lo stato di Cuba, provocando la morte di moltissime persone e un’ingente quantità di danni, la quale cifra ammonta attorno agli 80 miliardi di dollari. In questi ultimi anni la situazione non è cambiata, difatti, recentemente la città di Genova, in Liguria, è stata vittima di un alluvione causato dal maltempo, che tutt’ora sta continuando a colpire la penisola italiana, lasciando in essa profonde cicatrici.
Esce quindi spontanea una domanda: perché non riusciamo a difendere la nostra terra?
Ci sono varie risposte a questo quesito: spesso gli uomini hanno costruito le città non adattando contromisure efficienti per far si che i cataclismi venissero respinti: esempi pratici possono essere edifici costruiti senza prevenzioni antisismiche. Nella maggior parte dei casi però le misure adottate sono malfunzionanti o insufficienti per la mancanza di soldi (i quali, almeno in Italia, vengono spesi molto spesso per progetti inutili o persino mai terminati), ad esempio gli argini dei fiumi che non sono abbastanza alti o vengono costruiti in malo modo e non fungono.
Insieme alle catastrofi naturali l’uomo contribuisce a distruggere il pianeta: ne è un perfetto esempio l’inquinamento che l’uomo continua a creare buttando immondizia (la quale molto spesso ci mette anni per trasformarsi) per terra, nei fiumi, nei laghi ecc. oppure con l’emissione di gas nocivi prodotti da automobili, fabbriche ecc. i quali vanno a formare grandi quantità di smog. Una città letteralmente “infestata” dallo smog è per esempio Pechino, la capitale della Cina, nella quale gli abitanti sono costretti ad indossare mascherine protettive al fine di non inalare, nell’area del centro città, questi gas.
Una gran parte di questi gas va poi a contribuire alla formazione dei gas serra che oltre a provocare l’effetto serra e il buco dell’ozono, rendono il clima più caldo (“surriscaldamento globale”) e comporta l’aumento della temperatura e quindi lo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai. Questi due fattori insieme provocano l’innalzamento del livello del mare e l’evaporazione di maggiori quantità di acqua che portano ovviamente alla formazioni di perturbazioni molto più grandi che finiscono per provocare maggiore scompiglio.
Noi della redazione RetroWriters pensiamo quindi che l’uomo stia man mano distruggendo il proprio pianeta a causa del suo menefreghismo verso l’ambiente che ci circonda e crediamo fermamente che basterebbero pochi piccoli gesti da parte di ognuno di noi per migliorare, se non salvare, questo “nostro piccolo mondo”.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account