L’Italia, come il resto del mondo, sta vivendo un periodo di grande disordine ambientale: pensiamo, ad esempio, all’estate appena trascorsa, caratterizzata da piogge quasi autunnali, e dai mesi a seguire, inizialmente ancora troppo caldi e infine caratterizzati da forti inondazioni. Inoltre, dalla televisione si possono apprendere i drammi che ogni giorno affliggono piccole e grandi città e tutto il caos che essi comportano, dall’allagamento delle strade, con conseguente incapacità di spostamento e distruzione dei mezzi di trasporto, alla caduta di alberi e al crollo di edifici, che potrebbero risultare molto pericolosi.
E’ vero che la storia è fatta di cicli e che sicuramente una condizione climatica del genere è già stata vissuta dalla nostra Terra, ma è anche palese che l’uomo ha contribuito ad incrementare questo disordine non prendendosi cura dell’ambiente. Infatti, molto spesso si è portati a pensare e ad agire a discapito di esso e ciò provoca gravi conseguenze all’intero ecosistema. Da sempre l’uomo ha avuto il bisogno di modificare la natura disboscando, costruendo e riorganizzando l’ambiente intorno a sé, ma bisogna essere consapevoli che ogni azione sia fatta nel rispetto della natura perché l’essere umano fa parte dell’ecosistema terrestre, non è un agente esterno che può apportare modifiche senza subirne gli effetti. Credo che quasi tutti dimentichiamo spesso questo importante concetto, dando precedenza ai nostri bisogni e soprattutto al nostro benessere piuttosto che all’equilibrio biologico; ma la situazione è recuperabile: se solo ognuno di noi facesse qualcosa in più per la nostra Terra e desse il buon esempio, lo stile di vita di tutti cambierebbe totalmente.

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