La formazione della Terra è datata a circa 4,54 miliardi di anni fa. La prima forma di vita risale a
2,7 miliardi di anni fa quando le prime protocellule si formarono, con datazione verificata da isotopi stabili. L’Homo sapiens, invece, si dice si sia affermato circa 200 000 anni fa. Noi umani negli ultimi decenni abbiamo immesso 6.000.000.000 di tonnellate di CO2 l’anno nell’atmosfera.
La domanda che sorge spontaneamente è “come abbiamo fatto a ridurre la nostra Terra, la nostra casa, in questo stato?”
Mi capita spesso di leggere di campagne per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, spesso volte agli adolescenti. Noi ragazzi rappresentiamo il futuro della nostra generazione e siamo la speranza del mondo, noi possiamo salvarlo. In queste campagne vengono tenuti corsi e seminari per cercare di far comprendere lo stato in cui si trova la Terra e vengono ribaditi i semplici gesti che ognuno di noi dovrebbe fare per cominciare a rispettare l’ambiente. Queste campagne portano pochi risultati e i giornalisti di tutto il mondo si interrogano sul perché. La risposta è molto semplice: noi esseri umani, abitanti della Terra, siamo degli ipocriti, egoisti e opportunisti e non abbiamo nemmeno abbastanza coraggio per ammetterlo.
Ognuno di noi conosce perfettamente tutti i comportamenti e i piccoli accorgimenti che si dovrebbero avere per migliorare l’ambiente ma solo una piccola parte li applica. Sin da quando eravamo piccoli ci hanno sempre insegnato a spegnere la luce uscendo da una stanza o a non tenere aperta l’acqua mentre ci laviamo i denti e noi, a forza di sentircelo ripetere, abbiamo cominciato a farlo. Ormai in tutte le scuole si fa la raccolta differenziata e nella mia classe in particolare, la trasgressione di questa norma prevede delle sanzioni.
Questi sono due esempi di piccole attenzioni che salvaguardano l’ambiente, ma da un’analisi più attenta di questi comportamenti emerge che l’unico motivo per cui facciamo la raccolta differenziata o spegniamo le luci è perché abbiamo paura delle sanzioni e non perché ci importa dell’ambiente. La riprova ce l’ho tutti i giorni quando vedo che i miei compagni, appena il professore si assenta dalla classe, gettano i rifiuti a casaccio nei bidoni o quando uscendo dal bagno della scuola, mentre spengo la luce, le mie compagne mi dicono: “Perché la spegni? Tanto paga la scuola!” Il punto è che la scuola sarà costretta a pagare una bolletta più alta, a richiedere più elettricità, che verrà prodotta bruciando combustibile, inquinando sempre più la nostra aria: alla fine paga la nostra Terra.
Qualche giorno fa la Cina e gli USA (rispettivamente il primo e il secondo paese che producono più CO2 al mondo con il 40% delle emissioni) hanno raggiunto un accordo per ridurre la produzione di anidride carbonica. Il mondo è stato entusiasta di questa notizia quasi dimenticandosi che tutta la CO2 emessa fino ad adesso non si può ignorare. Gli ambientalisti hanno festeggiato per il grandissimo risultato raggiunto, ma non hanno tenuto presente che in tutti questi anni noi europei (quindi anche loro) abbiamo acquistato ogni tipo di prodotto realizzato in Cina perché costava meno; ecco la prova del nostro egoismo.
Un altro esempio? Da qualche settimana sono state appese le luminarie per le vie principali della mia città e allo stesso modo sono state addobbate le entrate dei principali supermercati, è stato fatto senza pensare che tutte quelle piccole lampadine consumeranno energia solo per abbellire la città; noi preferiamo avere una città in stile natalizio piuttosto che un mondo pulito.
Questo non è però quello che scrivono nelle campagne per l’ambiente: siamo degli ipocriti. L’unico modo per cambiare la realtà è cominciare ad ammettere che non facciamo abbastanza perché non ci interessa, non ci importa se le prossime generazioni non avranno un futuro, non ci importa se i nostri figli vivranno in un mondo inquinato: a noi importa solo di comprare la cover per il nostro nuovo iPhone 6 Plus dai cinesi perché costa meno.
Dobbiamo solo avere il coraggio di ammetterlo. Ci interesseremo al nostro Mondo solo quando proveremo sulla nostra pelle i danni che abbiamo causato.

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