“Non si trattava di accettare il mondo esterno, perché quello lo avevo sempre accettato.
Fin troppo.
La vera difficoltà era accettare me stessa…
anche se non ero la più brava…
anche se papà non era d’accordo con me…
anche se sbagliavo, perdevo, cadevo, piangevo…” ( “Volevo essere una farfalla”, Michela Marzano )
Che cosa meglio del volo di una farfalla può rappresentare il senso di libertà, di leggerezza, di liberazione dietro il rifiuto del cibo? Ormai non apprezzare il proprio corpo è all’ordine del giorno e sentiamo sempre più persone che non si piacciono e farebbero di tutto pur di vedersi in un altro modo, di essere come hanno sempre desiderato. Il giudizio altrui a volte può pesare come un macigno, tanto che essere noi stessi non ha più importanza, se ci soffermiamo su ciò che gli altri pensano di noi. Spesso “bellezza” è sinonimo di “aspetto esteriore” . Ci ispiriamo a degli stereotipi di bellezza come le star più conosciute e li adottiamo come modelli da seguire. In modo particolare gli adolescenti sono alla continua ricerca della perfezione dal momento che, è inutile negarlo, la società in cui viviamo si fonda sulle apparenze. Purtroppo sono molti i giovani tra i 12 e i 20 anni, soprattutto le ragazze, che soffrono di anoressia, un disturbo mentale, che si accompagna ad una forte sofferenza psichica; tali giovani vedono il cibo come un nemico da rifiutare e dimagriscono a vista d’occhio. Condivido pienamente il fatto che è importante controllare la dieta per prevenire l’obesità e salvaguardare la nostra salute, ma preferire la “magrezza” è un comportamento eccessivo, anche se sono consapevole che gran parte delle persone che scelgono questo stile di vita sono purtroppo malate. A mio avviso ce ne facciamo ben poco di un bel corpo o di un bell’aspetto esteriore. Sono cose temporanee che non sono destinate a far parte della nostra persona per il resto della vita. La vera bellezza sta in un sorriso, in un gesto; la bella persona è colei che preferisce essere timida piuttosto che esibizionista, semplice piuttosto che sfarzosa, che si accetta così com’è. Infatti la bellezza esteriore in fin dei conti non ci rende “belle persone”.

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