Parole come “dischi”, “cassette” e “CD” sembrano appartenere ad un tempo lontano e parlarne evoca sempre un alone di nostalgia in chi li ha posseduti, desiderati, ascoltati. I genitori raccontano che i prodotti tecnologici dei loro tempi resteranno sempre nei loro ricordi, nel loro cuore. Quante volte ci hanno parlato di mangiacassette, mangiadischi, stereo o videoregistratori? E che dire delle trepidanti attese prima di riuscire ad impossessarsi dell’ultimo disco del cantante preferito?
Oggi non c’è più niente di tutto questo: niente di materiale che occupi uno spazio “solido”, visibile, nelle nostre case, come le pile di dischi o di videocassette. Musica, film e libri hanno perso forma e volume e si dilatano, come dei “liquidi”, nello spazio virtuale ed invisibile del web.
E soprattutto non c’è più il piacere dell’attesa. Otteniamo tutto e subito: con un’app possiamo ascoltare musica o vedere film, basta un click, o semplicemente un touch, per scegliere cosa ascoltare, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, su un’infinità di tracce. Forse è per questo che la nostra generazione non è mai contenta e vorrebbe avere sempre di più nel modo più veloce possibile.
Non possiamo sapere se le emozioni che ci regala un libro digitale resteranno vive nei nostri ricordi come quelle legate all’odore della carta. La società di oggi è stata definita una società liquida (Z. Baumann), senza punti di riferimento stabili, complessa e fragile proprio perché imprevedibile. Resta da vedere se in una realtà così sfuggente la memoria potrà avere un futuro come lo ha avuto per la generazione precedente.

Giulia Caiani, Sara Cavalieri, Jenny Frattura, Beatrice Niccolai, Daniele Ghelardi

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