In epoca moderna si tende a volgere la propria attenzione verso il più semplice, si tende a semplificare tutto, dalla fruizione di un album musicale fino al sistema legislativo; ma se progredire significa evolversi raggiungendo un livello più alto, può questa nostra sfibrante ricerca dell’oggetto “smart” contemplare la malinconia? A rischio di sembrare anacronistico dico che può. Sempre più persone, infatti, richiedono il vinile, o il libro cartaceo. In una società che si muove collettivamente verso il futuro non tutti vogliono abbandonare il piacere dell’odore della china sulla carta o lo sfrigolio di un vinile. Sempre più sono i supermercati che vendono film con offerte strepitose e sempre più sono le persone che si avvicinano ai cestoni e comprano la copia fisica del lungometraggio che tanto avevano apprezzato vedere in streaming.
Anche i giovani vogliono lasciare una traccia del loro passaggio su questo pianeta e non saranno di certo Twitter o Facebook a ergersi baluardi della Generazione Y, ma forse la scoperta dei piaceri di una vita lenta, goduta appieno, che sempre meno appartiene al genere umano, ansioso di proseguire, ma accecato dalla sua stessa bramosia.

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