L’evoluzione e l’innovazione, con il trascorrere del tempo, hanno sicuramente investito tutti i campi, rivoluzionando anche in minima parte ogni singolo aspetto della nostra esistenza. Le vecchie videocassette si sono trasformate in streaming; i classici e voluminosi vinili da collezione in celebri servizi quali Spotify o YouTube; i logori grammofoni in pratici lettori musicali, così piccoli da poter essere racchiusi nel palmo di una mano; le cassette magnetiche dei videogiochi in semplici microschede e sofisticate console; i libri in eBook, pratici lettori digitali ormai ovunque diffusi. Un tempo, dunque, gli oggetti culturali potevano essere toccati, maneggiati, ordinatamente riposti su una mensola ed ammirati, collezionati e conservati gelosamente, per poi essere orgogliosamente mostrati agli amici. Un vinile dei Kiss, un film di Kubrick o un buon libro di Dickens erano oggetti da custodire gelosamente e maneggiare con cura. Oggi, tuttavia, la tecnologia ed il progresso sembrano aver smaterializzato ogni cosa, dalla musica al cinema, rendendo sì la cultura esponenzialmente più accessibile rispetto al passato, ma anche immateriale, e dunque molto più facilmente inglobabile dall’oblio. Come possiamo, infatti, ricordare il passato, se gli oggetti che lo rappresentano sono solo virtuali?
Senza alcun dubbio la cultura del passato era quasi elitaria: non tutti potevano di certo permettersi l’intera collezione dei vinili della propria band o cantautore preferito, né tutti potevano noleggiare un film o comperare un videogioco; oggi, al contrario, si può disporre dell’intero universo musicale e cinematografico solo grazie ad un computer ed un collegamento in rete, abbattendo ogni impedimento del passato. La cultura è dunque globale, anche se immateriale, e non è più lo stridere della l’unta di diamante del grammofono sul vinile ad accompagnare le serate di buona musica, bensì la tanto osteggiata pubblicità di YouTube, introduttiva a diversi video, o il simpatico suono che avverte l’utente del completamento del download. Non mancano nonostante tutto i collezionisti, gli indefessi amanti del passato e della tradizione, che ad un lettore musicale preferiscono senza remore un costoso vinile dei Deep Purple, con il quale ricordare l’amato sound di un’epoca che sembra fin troppo lontana.
Sicuramente è il progresso a guidare il tortuoso cammino del genere umano, ed è che bisogna, saggiamente, adattarsi. Non si può certamente tornare indietro, vanificando la rivoluzione tecnologica che tanto ha contribuito al progresso, né contrastare la fruizione universale della cultura, tuttavia è opportuno non abbandonare i propri ricordi, solo perché virtuali.
E se oggi sono le vecchie generazioni a parlarci con occhi sognanti dell’antica tecnologia, dei vinili e delle cassette magnetiche, un giorno saremo noi a trasmettere alle future generazioni il ricordo immateriale di un’era non molto distante cronologicamente, ma senza alcun dubbio tecnologicamente antiquato, in un mondo in cui il progresso sembra procedere più velocemente del resto del genere umano.

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