Negli ultimi anni l’uomo ha sviluppato nuovi sistemi di comunicazione, migliorando i dispositivi tecnologici che sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Oggigiorno, tendiamo a trascurare sempre di più quei beni materiali che hanno caratterizzato le epoche passate, portandoci ad avere ciò che possediamo oggi (conoscenze, abilità, interessi), e che ci hanno permesso di sviluppare una tale manualità nelle attività che svolgiamo ma che rischiamo di perdere, poiché con il progresso tecnologico tendiamo a rendere tutto virtuale.
Con l’eliminazione di libri, CD o DVD (i quali hanno già sostituito le cassette), verrebbero probabilmente chiuse delle intere fabbriche di produzione che richiedono la mano d’opera di persone abili, le quali si ritroverebbero disoccupate. Inoltre, è più verosimile affezionarsi ad un libro piuttosto che ad un e-book – al di là di quello che può essere il contenuto, la storia che raccontano. Dall’altra parte, con i dispositivi tecnologici il rischio di perdere dei file importanti o i dispositivi stessi, o che questi ci vengano sottratti in qualche modo, è sempre alto. Per la costruzione di certi apparecchi vengono impiegati dei materiali spesso inquinanti, e per il montaggio stesso viene spesso sfruttata la mano d’opera.
Tuttavia, per realizzare libri serve la carta per cui molti alberi vengono abbattuti; inoltre, i materiali componenti CD e DVD non sono riconosciuti in Italia come materiali riciclabili, dunque c’è il rischio elevato che possano inquinare l’ambiente. È vero anche che per non avere un numero eccedente dei suddetti prodotti possiamo raccoglierli comodamente tutti in un unico dispositivo, il quale ci permetterebbe di avere un minore ingombro spaziale. C’è da considerare anche il fatto che comprando prodotti nella loro versione digitale c’è un notevole risparmio, poiché non viene pagata né la mano d’opera né il materiale necessario per realizzare il prodotto nella versione fisica. In questo caso, gli articoli sono senza dubbio più reperibili.
Cerchiamo dunque di virtualizzare più cose possibili per utilizzare dei sistemi dai quali traiamo sicuramente un maggior numero di vantaggi, nonostante viviamo in una società materialista dove contano la sostanza e la concretezza delle cose: insomma, in questo modo stiamo riducendo le foto e le storie a noi più care a dei codici binari.
Malgrado la comodità di dispositivi innovativi, è veramente una cosa positiva digitalizzare tutto? Stiamo veramente parlando di “progresso” se ci stiamo staccando dalle nostre radici?

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