A volte in questi siti ci si imbatte senza cercarli, magari perché vengono condivisi da qualche amico su Facebook o sulle pubblicità dei giochini commerciali. Quasi sempre gli articoli condivisi hanno titoli sensazionalistici e che s’interrompono sul più bello, per indurre i lettori a cliccare e a scoprire di che cosa parlano.
La prima cosa da fare quando si vede un articolo condiviso su Facebook si dovrebbe controllare la URL del sito. I nomi di alcuni dei siti di bufale più popolari in Italia sono delle storpiature dei nomi di giornali più famosi e conosciuti, altrimenti c’è chi sfrutta l’utilizzo di “24” nel nome delle testate per dare l’idea di essere siti che coprono la stretta attualità, per esempio ‘’Rubrica24”.
Talvolta per accorgersi che un sito propone solo bufale e non notizie vere basterebbe fare un’ altra cosa molto semplice: controllare la pagina di informazioni del sito.
Se in un articolo vengono riportate delle citazioni ma non si è sicuri dell’attendibilità del sito basta fare una cosa: copiare la citazione e cercarla su Google. Se la stessa viene ripresa anche da giornali più autorevoli allora ci si può fidare, se invece non ne parla nessuno forse è meglio non tornare più su quel sito.
Inoltre la base di ogni buon articolo giornalistico sono le fonti: più una fonte è autorevole più si può star sicuri di quello che si legge. Una notizia senza nessun link nel testo non è di per sé una notizia.
Altra cosa molto semplice da fare per non cadere nella trappola delle bufale è proprio su Chrome premendo il tasto destro del mouse è possibile cercare su Google un’immagine contenuta in un articolo. In questo caso cercando l’immagine su Google si può velocemente capire che si tratta di un fotomontaggio utilizzato in tantissimi siti di notizie false. Su Facebook un lancio tipico di un articolo è: “NOTIZIA SHOCK APPENA ARRIVATA IN REDAZIONE” cui segue una parziale indicazione sul fatto, per esempio “disastro navale”, ma senza specificare quando e soprattutto dove. L’obiettivo è far credere che si sia verificato in Italia, poi si clicca sull’anteprima di Facebook, si legge l’articolo (che di solito non è molto sostanzioso) e si scopre che l’incidente è avvenuto dall’altra parte del mondo. Quindi è semplice: se il titolo di una notizia è troppo sensazionalistico e non se ne è letto altrove o sulle homepage dei principali siti di news italiane o internazionali, molto probabilmente si tratta d un fake.

Purtroppo questo tipo di cosa accade quotidianamente ma è vero anche che basta un minimo accorgimento per accorgerci delle bufale che ci circondano

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