“Io sono un bravo cittadino onesto. Bevo al mattino un bel caffè corretto. Dopo cena il limoncello, in vacanza la tequila.” Cantavano così gli Articolo 31 la figura dell’italiano medio e oggi, continuano ad aver ragione. Gli italiani nel 2015 hanno speso in media 2500 euro a famiglia. Tra le spese per la casa, benzina e gasolio, il vino, le sigarette e il pagamento dei consulenti finanziari le tasche degli italiani si sono svuotate di ben 770 miliardi di euro. In testa ovviamente il mantenimento della casa, benzina e gas domestico, seguiti dal cibo, i take away e i servizi di telefonia mobile. Si spendono quasi 7 miliardi in più dal parrucchiere o dall’estetista piuttosto che dall’avvocato o dal commercialista. 3 miliardi di euro solo in caffè. Cercando di riassumere la situazione generale dell’italiano in base alle sue spese possiamo dire che la casa e il cibo sono le sue priorità, ma sta una buona parte del suo tempo fuori casa – come si può intuire dalla spesa per la benzina e i take away – infine tiene molto al suo aspetto fisico e alla salute a cui destina ben 13 miliardi. Una fotografia dell’italiano medio non poteva essere più simile a quella che siamo in grado di scattare basandoci solo sulle sue spese. Si spende quasi 50 volte in più in SMS e chiamate rispetto alle lettere. Nel 2015 l’Istat ci descriveva così, ma tra 20, 30, 50 anni cosa cambierà? Potremmo essere in grado di fare delle ipotesi non solo sul modo in cui spenderemmo, ma di conseguenza, sul modo in cui diventeremmo? Se ci basassimo ad esempio sulle differenze con le scorse indagini, ad esempio del 1995 e del 1975, potremmo provare a farci, in linee generali, un’idea su come apparirà lo scontrino degli italiani del lontano 2055. Ci accorgeremmo che la spesa in telefonia mobile e dispositivi informatici sarà di certo raddoppiata, triplicata o quadruplicata ogni decennio sempre più. Con il progredire delle nuove tecnologie i prezzi si sono ridotti e sono rapidamente diventati alla portata di un maggior pubblico di acquirenti. Il cibo, la casa e la benzina rimarranno sempre in pole position, tenuto conto che si tratta di beni di prima necessità. Il caffè è una tradizione tutta italiana e non dovremmo sorprenderci se tra 50 anni piuttosto che 3 miliardi di euro ne venissero spesi 5. Più il mondo corre, più si sta svegli la notte a lavorare e il proprio cervello ha bisogno di carburare nonstop e più avremo bisogno di alte percentuali di espresso, ginseng e cappuccino. E per quanto riguarda l’abbigliamento? Ad oggi le donne spendono molto più degli uomini in abbigliamento, segno distintivo di differenze di interessi tra i sessi. Gli uomini, infatti, spendono di più in sport. Per quanto riguarda la cura del proprio aspetto fisico, guardando alle statistiche del passato e a quella di oggi, ci accorgeremo, invece, di quanto gli uomini abbiano cominciato, negli anni, a spendere molto di più nella cura del corpo. Tra vent’annni potrebbe essere molto probabile che la percentuale di spesa nei saloni di bellezza sia la stessa sia per gli uomini che per le donne. Il mondo di domani potrebbe essere più tecnologico e meno frazionato in categorie fisse o almeno si spera.

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