Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: “Mamma, che cosa era la guerra?”
(Eve Merriam)

Tale citazione racchiude il mio pensiero: purtroppo io sento ancora delle discussioni riguardanti le guerre, tipo l’intervento militare in Libia, ma voglio che i miei figli parleranno di essa come un qualcosa di remoto, che ci si è ormai lasciato alle spalle. Purtroppo assisto anche a dei discorsi in cui prevale il motto: “dente per dente”. In tali discussioni si dice che, siccome in Libia vengono uccisi molti connazionali, è allora necessario intraprendere un intervento militare contro di essa. La guerra viene considerata un forma di giustizia, in un paese in cui è quasi assente. Uccidere ulteriori persone e spargere maggior sangue, non è affatto giusto. Chiunque intraprende tali discorsi, forse non ha mai sentito parlare di una guerra. Per questo motivo, prendo in considerazione alcuni dati riguardanti la seconda guerra mondiale. È considerato il più grande conflitto armato della storia, costato all’umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri con un totale di 55-60 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell’utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, dei pesanti bombardamenti contro obiettivi civili effettuati da entrambe le parti in conflitto: in particolare il Terzo Reich portò avanti l’Olocausto per annientare, tra gli altri, le popolazioni di origine o etnia ebraica. Si prevede, anche se il premier Renzi si è dimostrato contrario, l’invio in Libia di seimila militari francesi, britannici e italiani al fine di fermare il Califfato. Questo compito non è affatto semplice, soprattutto se si pensa che la capitale è occupata da una coalizione islamica non disponibile a rinunciare all’egemonia. Aldilà di tutto ciò, il fuoco non si spegnerà con il fuoco e il sangue non si laverà con altro sangue. Soltanto la pace può far fronte alla guerra.

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1 Comment
  1. mikyreporter 5 anni ago

    Bellissimo articolo, ben scritto, scorrevole e molto piacevole da leggere.
    Ho apprezza il tuo stile e il tuo modo di approcciarti all’argomento trattato e l’ inserimento tra le righe anche della tua considerazione personale.

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