Alla voce “conflitto”, c’è poco da scherzare e tanto da prendere in considerazione. Da qualche settimana la possibilità di un intervento militare in Libia di marca Italiana è diventata sempre più concreta, spaccando letteralmente in due il popolo del Bel Paese: chi è favorevole a questa spedizione Nordafricana, portatore dell’idea che l’Italia ha come dovere quello di difendere territori in una situazione di grande difficoltà, e chi invece crede nel non dover assolutamente partecipare a qualsiasi conflitto, perché conseguentemente anche la stessa Italia verrà “risucchiata” nel grande vortice bellico. Fra le due idee parallele, quella che prediligo è senza dubbio la seconda: qual è il motivo di andare ad utilizzare le armi in un conflitto in cui rivestiamo un ruolo pressoché marginale? Beh, francamente non è affatto difficile pensare che il tutto porta con sé delle motivazioni economiche, poiché la Libia è invidiata da tutta Europa, e non solo, per le sue vaste risorse petrolifere. Ma la vita del popolo Italiano vale meno di un barile di petrolio o di qualche diamante grezzo? Siamo sicuri che con l’avere maggiori possedimenti economici e maggiori sbocchi commerciali, non ci sarà qualche famiglia che risentirà della morte di un proprio caro?
Sarebbe ora di pensare, o meglio riflettere utilizzando la testa, perché ragazzi, siamo soldati o esseri umani? A voi la scelta.

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