Manca ancora l’ufficialità, ma pare che, nel giro di poche settimane, truppe composte da seimila soldati tra cui marines americani e soldati di altri Paesi dovrebbero costituire un “piccolo esercito”, affidato alla guida di generali italiani da inviare in territorio libico per frenare l’avanzata dell’Isis. Se così fosse l’Italia si accingerebbe ad entrare in un nuovo conflitto con conseguenze disastrose per la nostra politica estera, visto che, a detta del presidente egiziano il nostro Paese rischia di finire in un inferno simile a quello della Somalia. Nonostante la grave crisi economica che l’Italia sta vivendo, ci permettiamo il “lusso” di intervenire militarmente in un territorio privo di qualsiasi riferimento politico, forse perché i nostri governanti, se la missione dovesse aver successo, sperano in un riscatto politico e economico del nostro Paese. In questo ultimo periodo, mentre il dibattito politico si fa sempre più serrato, molti cittadini si chiedono se effettivamente valga la pena correre il rischio di “imbarcarsi” in questa “nuova pazza” idea di guerra.
Due pensieri animano il nostro Bel Paese: chi è pronto, con le unghie e i denti a far riscattare l’Italia, chi invece è più previdente e pensa sia opportuno non rischiare di avventurarsi in un’operazione piena di insidie e dagli esiti assolutamente imprevedibili, che ci potrebbero portare a “rimetterci le penne”, ancora una volta. Anziché pensare di spendere un mare di soldi per finanziare una spedizione militare, mi chiedo, se non fosse stato meglio impiegare queste risorse per garantire ai giovani un futuro più rassicurante rispetto alle condizioni critiche del presente che stanno vivendo. Continuo a chiedermi che razza di futuro lasceremo loro in eredità? Nella storia l’umanità ha combattuto ogni tipo di guerra, ma ancora l’uomo non ha imparato che da essa si esce sempre e comunque con le “ossa rotte”, anche quando si è vincitori. L’unica opzione valida da attuare è solo la pace. La citazione di Gandhi, con la quale mi accingo a concludere queste mie considerazioni, rafforza in me la convinzione che, applicando la violenta regola “Occhio per occhio, servirà solo a rendere tutto il mondo cieco”.

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1 Comment
  1. mikyreporter 5 anni ago

    Bellissimo articolo, ben scritto, scorrevole e molto piacevole da leggere.
    Ho apprezza il tuo stile e il tuo modo di approcciarti all’argomento trattato e l’ inserimento tra le righe anche della tua considerazione personale.

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