La guerra è da sempre insita nella storia dell’uomo: dalle prime scaramucce tra gruppi di australopitechi contendenti, impegnati nella difesa del territorio o delle femmine, combattute con pietre e bastoni, ai moderni conflitti “ideologico-religiosi” caratterizzati da super tecnologie e armi biologiche, abbiamo avuto la sfortuna di assistere a numerosissime guerre. Malgrado attualmente si associno a questo fenomeno episodi lampanti come la Prima e poi la Seconda guerra mondiale dobbiamo sapere che quello che oggi è conosciuto come “conflitto armato” è un tipo di violenza caratterizzato da presenza di fazioni ben delineate e utilizzo massiccio di armi, il che rende questi conflitti parecchio estesi in tutto il mondo e di cui spesso ignoriamo l’esistenza. Alla base della maggior parte delle ostilità vi sono opinioni contrastanti rispetto ad una data questione e su cui gravano incombenti interessi di diverso carattere, ma importanti allo stesso modo, che si rivelano pressappoco di vitale importanza per i contendenti, rendendo pertanto “necessario” il perpetrarsi delle violenze. ripensando ai nostri lontani parenti, gli ominidi, possiamo rintracciare tutti i punti precedentemente trattati, scoprendo come la difesa del territorio e delle femmine fosse essenziale alla sopravvivenza del branco; stessa cosa per gli antichi romani, che fondarono il più grande impero che la storia abbia mai visto sulle numerosissime guerre di conquista, responsabili dell’annessione di una straordinaria vastità di terre e possedimenti. Più recentemente l’umanità ha vissuto la Grande guerra e successivamente la Seconda guerra mondiale: della prima, il cosiddetto casus belli viene considerato l’assassinio dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo, avvenuto nell’attuale Bosnia, mentre della seconda l’invasione della Polonia da parte della Germania nel lontano 1939… Anche qui ritroviamo però motivazioni legate al possedimento di regioni e beni, considerati importantissimi da tutti gli Stati, che essi si fossero proclamati pacifico o meno. Abbiamo dunque visto come ogni conflitto sia stato generato dalla bramosia e dalla smania di potere e superiorità rispetto agli altri, pertanto intuiamo facilmente come anche le oscenità che stiamo vivendo in Medio Oriente e Africa abbiano una strettissima correlazione agli innumerevoli tornaconti materiali e tangibili. Ora, entrando nello specifico, come mai l’Italia, ufficialmente di stampo pacifista, è cosi coinvolta nella situazione libica? Ignorando il fatto che numerose guerre siano figlie di ideali come libertà, uguaglianza, giustizia, poiché questo non sembra proprio essere il nostro caso, viene da interrogarsi sulle concrete cause di tale azione, tanto considerevole quanto inaspettata, nonostante il nostro paese, malgrado la situazione mondiale, non avesse mai preso posizione saldamente, a tal proposito, prima d’allora. Di certo la posizione ravvicinata dello stato Nordafricano in termini geografici potrebbe essere una delle giustificazioni, difendere il paese e il popolo è infatti il primo obiettivo della Nazione stessa, ma in realtà l’Italia trae da codesto intervento vantaggi molto più grandi di quanto si possa credere, naturalmente di carattere economico. In primis troviamo il petrolio, che soddisfa ben il 25% del fabbisogno Italiano, ma soprattutto le conseguenze del famoso trattato Italo-libico, redatto dal governo Berlusconi e dal dittatore Gheddafi, che consistono in una fittissima rete economica industriale a beneficio di entrambi gli stati, che se spezzata romperebbe conseguentemente persino gli equilibri interni del Bel paese, rischio che da queste parti non si è in grado di correre…
Giovanni Vinchi

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1 Comment
  1. mikyreporter 5 anni ago

    Bellissimo articolo, ben scritto, scorrevole e molto piacevole da leggere.
    Ho apprezza il tuo stile e il tuo modo di approcciarti all’argomento trattato e l’ inserimento tra le righe anche della tua considerazione personale.

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