Giorni fa sui media si è discussa la questione se l’Italia debba partecipare militarmente o meno alla questione libica.
L’Italia ha una grande responsabilità di fronte alla situazione disastrosa della Libia; essa ancora ora è molto legata al colonialismo italiano e alla crescita economica che l’arrivo del popolo italiano ha portato ha portato.
La condizione libica si è drasticamente deteriorata, dopo la caduta del regime di Gheddafi il paese si è trasformato in una polveriera. Questo ha portato alla proliferazione di gruppi estremisti, come l’ISIS, che hanno affrontato con la forza il debole governo nato dalla guerra civile.
Il tema del conflitto bellico come unica soluzione alla situazione nazionale di questo stato rimane fortemente caldo. Consiglierei, quindi, a tutti i favorevoli alla guerra di analizzare le varie conseguenze che quest’ultima comporta, per capire se davvero ne vale la pena.
Rispondere con la guerra è una contraddizione, non si combatte per la pace di un altro popolo. La guerra non è la soluzione migliore.
Con il trascorrere degli anni e, quindi, con le nuove scoperte scientifiche sta diventando sempre più deleterio intraprendere uno sforzo bellico: pensiamo solo alla bomba atomica scoppiata ad Hiroshima.
Radendo al suolo città, mettendo in pericolo la vita di completi innocenti e, soprattutto, calpestando i diritti umani non si può arrivare a nessun esito positivo.
La guerra, in questo caso, peggiorerebbe la nostra situazione già ora precaria, permettendo parallelamente l’arricchirsi delle industrie finalizzate alle armi.
Non abbassiamoci usando metodi brutali e primitivi che portano prima di tutto alla nostra rovina e alla sofferenza dell’intera nazione. Cerchiamo, invece, la via più ardua senza conseguenze negative attraverso cooperazioni internazionali e trattati di pace.
Dobbiamo tenere conto delle esperienze passate, ascoltando la parte di popolo che con i propri occhi ha visto gli orrori della guerra. Essi sono la nostra fonte di esperienza perché per primi hanno conosciuto la brutalità dei conflitti mondiali e ciò che essi possono solo portare: morte.
Basiamoci per una volta sui fondamenti scritti nella Costituzione ”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”

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