La situazione in Libia è drasticamente deteriorata, dopo la caduta del regime di Gheddafi il Paese si è trasformato in una polveriera. Questo ha portato alla proliferazione di gruppi estremisti come l’IS, che hanno sfidato con la forza il debole governo nato dalle ceneri della guerra civile. Esso manca di una forza in grado di opprimere le tendenze estremiste questo ha causato una serie di scontri tra il governo e le varie milizie armate. Un altro motivo della debolezza del governo riguarda il problema culturale della Libia. Questo perché essa è formata da diverse etnie che coesistono in uno Stato creato in età imperialistica Italiana, non in base alle origini delle diverse popolazioni. La situazione è ulteriormente degenerata dopo il colpo di Stato a mano del generale Khalifa Belqasim Haftar. Tutte queste lotte interne hanno fatto sì che lo Stato Islamico prendesse piede nel Paese. L’Italia, essendo la porta di ingresso dei migranti provenienti dalla Libia, è a diretto contatto con problemi di infiltrazione di estremisti islamici. Inoltre non si può essere indifferenti davanti a uno “Stato” che ha leggi di stampo medievale e di feroce barbarie. L’intervento preventivo è necessario per evitare una situazione in cui lo Stato Islamico riesca nell’intento di controllare la Nazione. Senza l’intervento esterno le forze presenti in Libia sono deboli e consistono in milizie tribali con interessi personali. Anche i Paesi confinanti rischiano molto, infatti e già stata colpita innumerevole volte la Tunisia che rischia di perdere il suo flusso di turisti per paura di attentati. Questo porterebbe ad una ulteriore crisi la Nazione, in cui il suo settore principale è quello turistico. L’Italia ha una grande responsabilità visto che la Libia è sempre stata una delle pagine nere dell’imperialismo Italiano conclusosi con la Seconda guerra mondiale. Questo perché il Paese è rimasto fondamentalmente debole e ciò ha portato alla situazione attuale. Se da una parte chi dice “no” all’intervento ha pienamente ragione e si basa su una delle fondamenta scritte nella Costituzione, dall’altra parte c’è chi dice “sì” e spesso è perlopiù per motivi guerrafondai che per motivi logici. Questo non tiene conto della importanza nello sradicare lo Stato Islamico, se da una parte chi dice “no” non vuole che l’Italia intervenga in Libia ( anche se è già in guerra con l’IS ), dall’altra l’indifferenza davanti alla sofferenza di molti porta solo altra sofferenza; ignorare il male non fa che peggiorarlo.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Bell’ articolo, ben scritto e molto scorrevole e piacevole da leggere. Hai saputo spiegare in poche parole il concetto principale dando anche un discreto tocco personale. Il titolo

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