Si discute da diverso tempo riguardo un possibile intervento militare in Libia, per combattere il fondamentalismo islamico a soli quattrocento chilometri dalle coste siciliane. I politici, e quindi i rispettivi partiti, esprimono opinioni contrastanti: l’unico a non aver espresso una posizione chiara è il governo, impegnato in altri fronti. Preso atto di ciò che è accaduto a Parigi l’undici novembre scorso, la maggior parte dei cittadini avrebbe paura a combattere l’ISIS, per via degli attentati che i jihadisti potrebbero realizzare anche qui, in Italia. Roma infatti, assieme a Londra e Washington, è già finita nel mirino dei fondamentalisti e sembra proprio essere il loro obbiettivo finale, in quanto sede del cattolicesimo e capitale dell’arte occidentale. Ma l’errore è proprio questo: cadere nella paura e lasciare che l’Islam più agguerrito avanzi imperterrito verso l’Europa. L’intervento militare in Libia è necessario, dobbiamo appoggiare gli altri paesi europei al fianco del democratico governo di Tobruch, per sconfiggere, in Africa e in Medio Oriente, un male che si sta diffondendo a macchia d’olio. L’indifferenza in questi casi è la migliore amica dei mentecatti che sognano le bandiere nere, simbolo dell’ISIS, sul Campidoglio. L’Italia è una grande Nazione, con un esercito e una marina militare preparati e quindi ha una grande responsabilità nel riuscire a reprimere il fondamentalismo islamico negli stessi paesi nei quali è sorto, evitando attentati e altre guerre.

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1 Comment
  1. mikyreporter 5 anni ago

    Mi piace moltissimo il modo in cui hai deciso di affrontare l’argomento, lo stile

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