Dicono che la guerra, negli anni, sia cambiata: un tempo Alessandro Magno combatteva con sole spade e lance, oggi si combatte con i droni; un tempo si prendevano le armi per conquistare più terra possibile, ora solo per fermare conflitti peggiori. Ma la guerra non cambia mai: chi sostiene di conoscerne il vero motivo, di solito mente, soprattutto quando incita all’intervento per fermare quel dato Paese che non sa cosa siano i diritti umani, che non conosce la libertà… forse non ci cascano più nemmeno i fedelissimi del telegiornale o i lettori dei quotidiani di fronte a titoli come “Guerra dichiarata per proteggere i cittadini e fermare l’ingiustizia”. L’uomo non fa nulla, se non riceve qualcosa in cambio: sotto un conflitto ci sono giri d’affari, ad esempio il petrolio o l’oro. Ci si illude, se si immagina che esistano Nazioni virtuose, protettrici dei deboli in assoluto. In realtà, ogni potenza vorrebbe prevalere per economia, esercito e politica, ma non tutte possono essere al primo posto e per questo c’è una continua “lotta” per il predominio e per l’affare più conveniente. Facciamo un esempio: un Paese Y è economicamente povero, con un governo fragile, ma il suo sottosuolo è pieno di diamanti; adesso entra in gioco il Paese X, una super potenza, che decide di offrire un aiuto militare per instaurare una forma di governo migliore quanto a garanzie sociali, diritti umani e protezione contro aggressioni. In cambio, il Paese Y dovrà accettare un tot di aziende nel suo territorio per l’estrazione e la lavorazione dei diamanti. Se poi, come molte volte, non tutto andrà liscio, gli avversari interni si organizzeranno rivoltandosi contro lo Stato instaurato, anche se con patente democratica, perché dopo decenni di dominio coloniale o di totalitarismo, non è facile dimenticare metodi violenti. Una eventuale “guerra giusta” avrà determinato comunque congiure antigovernative, attentati terroristici, o, nel migliore dei casi, rivoluzioni popolari per la giusta rivendicazione dei propri diritti, ma sempre al prezzo inaccettabile di tante vite umane.

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