La questione della guerra in Libia ci ricorda che la guerra è la caratteristica centrale delle relazioni internazionali, anche se molti talvolta tendono a dimenticarlo o trascurarlo. 13 marzo il consiglio di presidenza di Tobruk, sede del governo internazionalmente, ha approvato la proposta dell’Onu di un governo di unità nazionale per la Libia. In attesa che il parlamento locale approvi definitivamente questa proposta, i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Stati Uniti hanno annunciato il proprio sostegno al nuovo esecutivo libico di unità nazionale. La ragione per cui dall’inizio del 2016 si fanno sempre più insistenti le pressioni per un intervento militare in Libia è, appunto, la situazione caotica nel paese. Anche le borse guadagnano dai conflitti armati infatti si registra che la spesa per nuovi investimenti tenderà nei prossimi anni a crescere con un ritmo intorno al 2% annuo, grazie al lancio di programmi per lo sviluppo di nuovi sistemi di armamento e allo stanziamento di fondi per operazioni contro il terrorismo organizzato internazionale Soprattutto, la presenza dell’Isis, che controlla gran parte del territorio libico, che minaccia le risorse energetiche presenti nel paese, ed estende il suo controllo sui flussi migratori verso l’Europa. La situazione è molto complessa ma,le decisioni politiche da prendere in questo momento, nel tentativo di avviare un reale processo di pace, non sono sicuramente di carattere militare. Innanzitutto, l’Italia e l’Europa dovrebbero ‘’riappacificarsi” con quei regimi che da tempo sostengono i gruppi legati allo Stato Islamico, come la Turchia e l’Arabia Saudita. Sarebbe importante aprire un dibattito serio a proposito delle strategie fallimentari che i vari paesi europei e non, hanno adottato negli ultimi anni. Una nuova guerra neocoloniale dell’Occidente provocherebbe ulteriori scontri e altre vittime innocenti, aumentando l’astio all’interno di una popolazione martoriata dalle quelle potenze occidentali che da anni promettono di liberarla dalle lotte armate. Bisogna porre fine a questa ostilità, per evitare che il conflitto stesso si espandesse alimentando una spirale di guerra e di violenza in tutto il Medio Oriente.

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  1. mikyreporter 5 anni ago

    Condivido pienamente ci

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