Sarebbe troppo chiedere un mondo senza guerra. Già dall’antichità si sono susseguiti scontri sanguinosi tra popoli o Stati e cinque millenni di storia non hanno esaurito questo argomento. Guerra è un conflitto tra Stati o popoli, anche all’interno del proprio, con armi, ma a cosa serve vedere morire milioni di persone innocenti? E poi cosa ci si vuole guadagnare? Evidentemente c’è chi la pensa in modo diverso, ma sarebbe molto meglio un mondo in cui ci si aiuta e si convive tutti pacificamente. I motivi per la guerra potrebbero essere il desiderio di controllare ricchezze e risorse come il petrolio e l’acqua, quindi nell’ambito dell’economia, oppure la pretesa di imporre la superiorità politica di uno Stato nei confronti degli altri. I motivi possono essere tanti, forse certi neanche si conoscono. Probabilmente gli Stati coinvolti in conflitti usano solo scuse, perché non intendono cercare un compromesso. Quindi vuol dire che non si intende smettere. In questi giorni si è parlato del possibile intervento dell’Italia in Libia, che il capo del Governo ha scoraggiato: scelta coraggiosa ma giusta, se si vuole mantenere la pace, o almeno provarci, pur consapevoli che sul piano globale questa resterà un’utopia, per definizione irrealizzabile.

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