Rispetto al passato, grazie allo sviluppo delle telecomunicazioni e la facile reperibilità di informazione in tempo reale su Internet, siamo maggiormente aggiornati su tutto ciò che di orribile scorre davanti ai nostri occhi. Non passa un giorno in cui per televisione o su qualsiasi testata giornalistica non si parli di omicidi, suicidi o stragi. Tuttavia a forza di sentire le stesse notizie uno inizia a farci l’abitudine e non ci fa più caso. E così deve essere. Se uno dovesse dare retta a tutto quello che succede non ne uscirebbe, sarebbe schiacciato dalle sue stesse paure, non si fiderebbe ad uscire di casa e avrebbe timore di tutti. Con tutto quello che si sente non si sa mai cosa ci possa accadere o chi si può incontrare. Per poter vivere tranquilli è inevitabile che uno crei una sorta di impermeabile intorno a se stesso. Non per questo si rimane impassibili a tutto ciò che accade. Ci sarà sempre qualche evento che ci colpirà maggiormente, che ci provocherà tristezza e compassione, chi ci farà riflettere e che ci ricorderà in che mondo di violenza viviamo.
Per questo motivo una maggiore diffusione di notizie ha anche i suoi aspetti negativi: prima si ignorava ciò che succedeva perché non si conosceva, ora si ignora perché si conosce troppo.

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