Ormai troppo sovente si sente parlare del numero di vittime che, a causa delle guerre in corso, perdono la vita: in Egitto, in Afghanistan e in Pakistan ad opera dei militanti islamici, in Libia e in Siria per la guerra civile e in Ucraina per la secessione.
I vari odi che si stanno diffondendo nel mondo sono dovuti alla differenza di religione, alla brama di denaro, alle differenze di pensare e a territori che possiedono ricchezze che altri Paesi non hanno.
I giornalisti, molto spesso, riportano con cura i dettagli delle varie guerre e in particolare il numero di coloro che sono rimasti vittime e che in questi ultimi tempi sono cresciute notevolmente; molti dei nostri pensieri sono però turbati da questi calcoli così alti e ci si chiede il perché e soprattutto come sarà la situazione fra qualche anno.
Se provassimo a pensare a ciò che la Siria sta affrontando, possiamo notare, in primo luogo, le 215 persone uccise dal conflitto e sicuramente ai milioni di rifugiati che cercano una casa dove vi sia stabilità e tranquillità.
Questi numeri ci fanno paura? Io penso che molte persone siano spaventate da queste cifre molto grandi e che ogni giorno leggono nuovamente il bilancio delle vittime delle guerre e dei conflitti.

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