Altro progetto andato in porto, altre vittime, altro terrore.
Gli attentati in Europa continuano, non si sono fermati alla Francia: è toccato a Bruxelles questa volta, ora precipitata nel tunnel dell’orrore.
Il numero iniziale delle vittime ha cominciato a circolare, tra internet e notiziari, fin da subito; soltanto qualche ora dopo è stata confermata la cifra dei morti.
Trentuno. Tutta gente innocente, gente normale che viveva una giornata normale. E’ stato un attimo, l’esplosione della prima bomba, poi l’allarme dovunque.
Le televisioni trasmettevano tutte le stesse immagini, riproducevano il dolore di chi non ha colpe, di chi si è trovato al centro del buco nero senza nemmeno sapere come.
Se proviamo a cambiare scenario, la vista non è poi così tanto diversa.
La Siria è continuamente bombardata.
Quando l’Europa decide di attaccare per rispondere agli attentati, lo fa nei posti sbagliati: cade gente che non c’entra assolutamente nulla, cade quello che magari nemmeno ci crede tanto in Allah. E il numero degli innocenti che l’ultima cosa che vedono è il nero è di gran lunga superiore del numero delle vittime europee. Eppure non si fa niente per la Siria, si continua solo ad attaccarla.
La Siria non fa notizia. Perché? Be’, perché un attacco alla capitale europea crea più scalpore, provoca più rumore, fa scandalo.
Ma dov’è che si sente parlare dello scandalo commesso dall’Europa nei confronti di una nazione che è già a terra priva di forze?
Cos’è che hanno i francesi, o gli europei in generale, in più rispetto ai siriani? Assolutamente niente.
Le vittime ci sono da entrambe le parti, e sono vittime allo stesso modo.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account