Guardando il telegiornale siamo spettatori inermi di stragi di innocenti e spesso non ci rendiamo conto fino in fondo del dramma che realmente si svolge, solo poche volte riusciamo a calarci nei panni di quei poveri civili uccisi in Siria Bruxelles o naufragati in qualche angolo del Mediterraneo e ci immaginiamo il dolore dei loro cari, vediamo ascoltiamo capiamo ma non tiriamo giù una saracinesca avvoltii e ovattati nella nostra vita beata, evitando di turbare per più di un minuto la nostra giornata con il pensiero, magari, di quei poveri bambini morti con i polmoni pieni di acqua salata!
Ma allora qual è la soluzione per poter sensibilizzare l’Europa così indifferente? Ripetere i nomi di quelle povere vittime e i numeri dei morti? Tutto dipende da come ci interfacciamo con quelle vittime bisogna tralasciare la loro nazionalità la loro religione, ma vanno considerati come sono e cioè essere umani in tutto e per tutto come noi: anche loro nascono, hanno dei genitori che li amano e li crescono pieni di speranze e programmi, fanno sacrifici, perché hanno dei sogni, la loro ragione di vita proprio come noi e poi la loro vita si spezza così come se non valesse nulla , ma in realtà quella vita è unica e quella essere sarà irreparabile per coloro che lo amano.
Forse se tutti noi europei capissimo davvero l’orrore di tutto ciò, il dolore di coloro che sono ancora vivi, purtroppo, e la pazzia della, la cattiveria di coloro che commettono questi abomini, ci muoveremmo davvero per aiutarli, ci ribelleremmo contro chi causa tutto questo oppure lascia che avvenga e crederemo davvero che il mondo possa cambiare!
Qui gioca un ruolo fondamentale il giornalista, che con la sua penna forse più efficace di un’arma, può denunciare tutto ciò, può arrivare dritto alla nostra coscienza, può farci piangere e poi risvegliare in noi la rabbia e l’indignazione per queste terribili morti che colpiscono innocenti.
La morte è sempre la brusca interruzione di una vita che, magari, a noi dice poco perché apparentemente sconosciuta il quale però a sua volta è la ragione di vita della sua famiglia!
La morte di essere umano non è come schiacciare una qualunque formichina!

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1 Comment
  1. ricanews 4 anni ago

    Molto bello questo tuo articolo, con un titolo e una conclusione molto particolari e un contenuto, espresso in modo chiaro e scorrevole, toccante. Tu hai cercato di essere quel giornalista che con la propria penna tocca le coscienze e devo dire che ci sei riuscito abbastanza.

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