Sempre più vittime del terrorismo. Prima in Francia, poi a Bruxelles.
Quelli delle stragi erano tutti giorni normali, senza qualcosa di particolare, come al solito. Un giorno normale per tutti. Eppure è stato un attimo a stravolgere la tranquillità e la serenità di ciascuno. Un attimo solo ha cambiato definitivamente la vita a molte persone. Un istante soltanto ha ucciso.
Bombe, morti e macerie. Intorno solo questo. Nient’altro.
Qualche ora dopo, anzi, qualche minuto dopo, tutto il mondo ne era al corrente. Si conosceva già il bilancio delle vittime. Per interi giorni i telegiornali e i giornali stessi riportavano la notizia della disastrosa strage. Non è la prima, si tratta della terza in Europa in quest’ultimo periodo. Tre solo in Europa.
E la Siria e altri paesi orientali dove sono finiti? Chi ne parla di questi paesi, in cui ne succedono una al giorno? Chi ne parla della morti quotidiane sempre per il terrorismo?
Nessuno ne parla. Nessuno se ne interessa. Qual è il motivo di questo silenzio? Sono meno importanti? Meno sviluppati? Le morti sono diverse?
Assolutamente no. Sono sempre e comunque morti. Si tratta sempre di gente che perde la vita senza nessuna ragione. Sono solo innocenti che si trovano lì forse per caso, per loro sfortuna.
Tutto questo forse per noi è solo matematica. Forse queste morti per noi sono solo numeri. Numeri in aumento. E noi rimaniamo, come sempre, indifferenti a tutto questo. Indifferenti alle stragi. Indifferenti alla morte.

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