In televisione, alla radio e sulla rete sentiamo parlare di morti per violenze, omicidi e stragi, e soprattutto in quest’ultimo periodo per atti di terrorismo. A tutte queste morti però viene dato un peso diverso e molte volte accade che di fronte ad esse diventiamo quasi insensibili. Qual è la causa di questa indifferenza?
Per quanto possa sembrare un paradosso è proprio l’insistenza delle telecomunicazioni che ci ha reso così insensibili alle morti e alle stragi. Dopo il ripetersi delle stesse immagini che vengono trasmesse ripetutamente dalle telecomunicazioni è normale che ci scopriamo indifferenti e finiamo per sminuire la loro vera importanza. L’unica nostra paura è che quella strage possa capitare anche a noi stessi e non ci premono le morti di altre persone soprattutto quando una strage avviene in un Paese lontano e diverso dal nostro. Viene data molta più importanza alle decine di morti nei Paesi Occidentali, a causa degli attentati terroristici, piuttosto che alle stragi che avvengono ogni giorno nei Paesi colpiti dalla guerra.
Sembra quasi che ai Paesi del terzo mondo sia “permesso” subire stragi di guerra o attentati terroristici mentre nei Paesi occidentali viene data attenzione anche al minimo tentativo di attacco. Per fare un esempio si è data molta più importanza alla strage di Bruxelles del 22 Marzo con 35 morti che alla strage in Pakistan con ben 72 morti, di cui molti cristiani. Ma questo è niente se si riflette sulle centinaia di persone che muoiono ogni giorno in Libano, Siria o Afghanistan.
Il mondo occidentale è diventato troppo egoista e indifferente e questo è un male perché è proprio dall’egoismo e dall’indifferenza che il terrorismo islamico è nato e sta causando migliaia di morti.

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