Dall’attentato di Madrid del 2004 al più recente di Bruxelles sono morte in totale, in Europa, ben 450 persone a causa degli attentati terroristici. Gli attentati diventano sempre più cruenti e frequenti tanto che ormai i nostri occhi sono quasi abituati a vedere scorrere immagini di aeroporti, stazioni, treni, piazze e teatri in fiamme. Ovviamente se andiamo a cercare i numeri dei morti in Siria per la guerra o anche dei migranti annegati nel Mediterraneo possiamo notare come siamo decisamente di più. Nonostante ciò sembra quasi che ci siamo abituati a questi numeri. La nostra paura aumenta sempre di più e ci sentiamo meno sicuri, ma, in ogni caso, poco dopo, sembra quasi che ce ne dimentichiamo e continuiamo a fare quello che facevamo prima. Il nostro istinto ci porta, infatti, ad andare avanti e a renderci quasi indifferenti di fronte a queste stragi. Siamo, infatti, talmente bersagliati dalla velocità delle notizie che la gente sembra quasi che non sia più smossa dalle notizie delle stragi. C’è addirittura chi pensa, stupidamente, che le 31 vittime di Bruxelles siano poche in confronto alle altre stragi, come se potessimo misurare le disgrazie con i numeri. La società ci ha, infatti, abituato a dare un valore, un numero agli eventi. Bruxelles sarà, infatti ricordata col numero 31, senza ,invece, ricordare che ad averci perso molto inoltre siano state la nostra sicurezza e la nostra libertà.

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