A pochi giorni dall’attentato di Bruxelles, il mondo non fa altro che discutere e riportare con quanti più particolari le dinamiche dell’accaduto. Ai telegiornali passano sempre gli stessi filmati, le stesse frasi vengono ripetute più e più volte, così come il conteggio delle vittime rimbomba senza interruzione.
Tutto ciò ha il presupposto di sconvolgere e sorprendere i telespettatori, ma in realtà ciò accade sempre di meno, le vittime rimangono solo dei numeri, quello che inizialmente suscitava un senso di pietà, non ci sorprende più di tanto, è come se fossimo impermeabili a tutti questi orrori.
Anche se potrebbe sembrare ridicolo, la verità è che troppo spesso l’eccessivo discutere su tali gravi argomenti, annienta ogni forma di sorpresa e ci allontana sempre più dal nostro stesso mondo, è come se si creasse una sorta di muro invisibile, come se tutto fosse normale e accettabile.
La differenza è tangibile, mentre per la strage di Parigi la sorpresa e lo sconforto erano stati enormi, il recente attentato ha destato molta meno preoccupazione.
Da parte dei giornalisti sarebbe opportuno parlare un pò meno e lasciare alla gente lo spazio per riflettere sulla tragicità degli eventi o si rischia di cadere nell’indifferenza più totale.

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