Ci stanno trasformando, non è più una semplice ipotesi o previsione, è un vero e proprio dato di fatto. Già, perché da quando si sono iniziati a far sentire a colpi di strage e di morti improvvise, le nostre abitudini sono iniziate a mutare, fondate sulla paura e l’incertezza che anche una semplice passeggiata in centro possa essere fatale per il nostro destino. Si parla di matematica, matematica del terrore, un numero quello delle vittime innocenti che tende a salire sempre più, senza fermarsi per via delle trame terroristiche create da questi uomini senza scrupoli. Abbiamo paura, inutile negarlo, e neanche poco.
Conseguentemente siamo diventati tutt’altro che impermeabili alle vittime delle guerre e del terrorismo, tutt’altro che insensibili a quanto sta avvenendo in Europa, e non solo, negli ultimi mesi, anzi, siamo diventati eccessivamente influenzati da quanto accaduto, sia nel nostro modo di concepire di cose, sia nel nostro stile di vita quotidiano. Più semplicemente, stanno vincendo loro: ridurre quelle azioni che vengono considerate troppo “soft” da questi ultimi, quale condurre una vita sociale, andando a teatro o a guardare una partita di calcio, oltre ad incuterci paura che tende al raggiungimento proprio di questo obiettivo.
Si parla tanto di ribellione mentre si è tutti consapevoli che in questo momento è praticamente impossibile creare una rivolta contro una potenza quale loro, ahimè non solo in senso fisico, ma soprattutto dal punto di vita mentale.

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