L’uomo è un essere fragile che, per questa sua caratteristica, è spinto a intraprendere una scelta tra due possibili vie: quella eticamente corretta, ovvero la ricerca del perfezionamento personale, e quella inaccettabile, ovvero un potenziamento individuale a discapito di altri.
Le morti per terrorismo, diventate ormai così frequenti, sono spesso il frutto di questo meccanismo. A mio parere, il terrorismo nasce dalla paura, dall’insicurezza. Perché non esistono giustificazioni che vadano a toccare ambiti come la religione o la libertà, non c’è nessuna scusante. Quindi, non possiamo di certo dire che farsi esplodere, uccidendo decine di persone, sia combattere per una causa. È per sentirsi potenti. Uccidere ad armi pari non è così onorevole. Ma a queste persone basta sentire quel brivido interpretabile con un “sto vincendo io”.
Anche i morti per le guerre, ovviamente, rientrano in questo gruppo e anche quelli dell’immigrazione. Mi spiego prima che sorgano fraintendimenti: con la fragilità che sto descrivendo non mi riferisco ai migranti; loro, al contrario, hanno un grande coraggio e un’enorme dose di speranza; mi riferisco a ciò che causa questi spostamenti. Derivano da situazioni di fame, di guerra. E chi può essere più fragile dei governanti che per sentirsi potenti prosciugano le casse del proprio stato per comprare armi, anziché sfamare e dare sanità al proprio popolo? A voi la risposta. Inutile poi entrare negli argomenti di femminicidio, molestie, rapimenti e altri crimini pesanti perché il collegamento al mio ragionamento è pressoché evidente.
Di fronte a tutto questo noi come ci comportiamo? Cosa pensiamo, cosa proviamo quando sentiamo il numero di queste morti?
Io, personalmente, sarò una persona sensibile, quando vengo a sapere che così tante anime innocenti sono state stroncate per motivi futili e stupidi, provo tanto sgomento, ma anche tanta rabbia. Sto iniziando a perdere fiducia nel genere umano. Ad un’età di transizione come la mia, trovarsi immersi in così tanto orrore, provocato da un essere della tua specie, provoca molto ribrezzo. Non so se ormai gli adulti si siano assuefatti a questi numeri, ma francamente guardandomi attorno penso dipenda da quanto una persona sia sensibile e, soprattutto, si lasci toccare da qualcosa che gli provoca paura. Penso che alcuni tendano a non pensarci e a non farci caso per evitare il sentimento che provo io. Ad ogni modo siamo umani e vivere in una situazione dove la crudeltà si intensifica giorno dopo giorno tocca tutti quanti. Insomma, se uno ragiona sul perché il numero delle morti è così elevato non può rimanere impenetrabile.
Spero di essere riuscita a trasmettere questo messaggio come lo sento io.

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