A chi non piacerebbe trovare lavoro in uno dei suoi marchi prferiti? Microsoft, Apple, Samsung, Google, e magari qualcuno anche Disney o una qualche altra azienda produttrice di film o videogiochi.
Ognuno in base alle sue passioni, è padrone dei suoi obiettivi, di come voglia gestire la sua vita, in modo da realizzare questo o quel sogno per il futuro. Studiare informatica, modellazione virtuale, elettronica anche per comprendere meglio il mondo moderno, oltre che per cercare di raggiungere la propria “utopia lavorativa”.O magari anche dedicarsi a teatro e/o musica, per cercare di “far colpo” su qualche grande casa discografica estera e poter diventare come i propri idoli artistici.
Purtroppo (almeno nel nostro paese) il discorso è un pò diverso da come potrebbe essere in altri stati o “Unioni”. Spesso molti ragazzi, oggi come ieri, hanno trascorso vite da studenti molto meno longeve, preferendo lo studio di materie più pratiche, per trovare immediatamente impiego senza specializzarsi in alcuna categoria specifica, andando spesso subito a segno in piccole o medie aziende produttive; coloro invece che hanno deciso di prendere la strada più lunga purtroppo non hanno ricevuto il riconoscimento meritato una volta entrati finalmente nel mondo del lavoro. Anzi si può dire che abbiano trovato la porta chiusa o con affiso un avviso “torna più tardi”. L’ italia ha sì tante aziende famose “worldwide” ma sono molte poche quelle in grado di suscitare l’ interesse dei giovani moderni. Davvero, chi vorrebbe dedicare la propria vita a produrre direttamente o essere a capo di un’ azienda riguardante un marchio protetto di qualche affettato o altro prodotto alimentare?
Magari soprattutto dopo aver studiato per più di 20 anni della propria vita ed essersi specializzato in economia, nonostante l’ offerta sia proprio lì ad attendere?
Ovvio precisare che poi chiunque può avere una sua idea su ciò, anche se non c’ è da meravigliarsi che buona parte di questi marchi siano a rischio.
Riassumendo, le scene di impieghi “da sogno” per i giovani qui in Italia sono scarse, i neo-laureati sono al 45% disoccupati per un’ infinità di motivi: non ci sono posti, il contratto è a tempo determinato, lo stipendio non è quello desiderato o, nel caso peggiore, il datore dopo il colloquio di assunzione afferma che sta cercando “qualcuno con più esperienza”. I dati statali parlano di una diminuzione della disoccupazione, ed un arresto della “fuga di cervelli”; ma alla fine ormai, chi ci crede più?.

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Commenti
  1. ricanews 4 anni ago

    Bello e interessante il tuo elaborato, scritto in modo scorrevole, chiaro e corretto. Particolare sia il titolo sia l’immagine da te scelta; chiss

  2. lucchinimart 4 anni ago

    Mi piace molto il tuo articolo,

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