Ultimamente la tecnologia sta in qualche modo “invadendo” l’odierna società. E’ infatti in poco tempo diventata il centro della nostra economia.
Pensando alla nostra generazione, si può benissimo notare che è nata nel bel mezzo di questo sviluppo. Senza uno smartphone o un pc, in alcune situazioni ci troveremmo, infatti, un po’ in difficoltà a riprodurre le normali attività che svolgiamo di solito.
L’uomo ha cominciato e continua a creare macchine sempre più intelligenti, ispirate al modello del cervello umano, cercando di copiarne le caratteristiche e le capacità. Sono stati creati computer che addirittura in alcuni ambiti riescono, a volte, a superare il cervello umano; lo si può vedere dalle recenti sconfitte recate da parte di questi androidi a campioni del mondo su diversi giochi online. Ormai quasi qualsiasi oggetto inventato in precedenza dall’uomo, ha la sua “copia” digitalizzata e moderna.
Per fare qualche esempio su quali semplici oggetti si è arrivati a sostituire con la tecnologia, basti pensare alla carta e ai libri, sostituiti dall’utilizzo dei tablet grazie all’invenzione di internet. Al giorno d’oggi al posto di scrivere una lettera, possiamo benissimo inviare una mail, molto più veloce e sicura. Nel caso dovessimo fare un acquisto o un prelievo di denaro alle poste, potremmo benissimo collegarci al sito e procedere senza recarci personalmente a svolgere la mansione … Anche se non ce ne rendiamo conto, diversi lavori stanno “sparendo” a causa della tecnologia. Con questo termine, intendo dire che l’intervento delle persone in alcuni tipi di mestiere non serve quasi più. D’altra parte, penso però che sarà molto difficile riprodurre nei macchinari quell’istinto umano, che è strettamente necessario in alcuni tipi di mestiere. A parer mio, tutti quei lavori che richiedono dell’azione nel loro svolgimento saranno a fatica sostituiti dai computer.
Se volessimo pensare ad un ambito lavorativo che potrebbe dare una svolta grazie alle macchine, basta pensare alle fabbriche; dalla catena di montaggio inventata da Ford nei primi del Novecento, siamo passati in poco meno di un secolo, all’utilizzo di macchinari robotizzati che per funzionare efficacemente hanno solo bisogno di un controllo o di qualcuno che le avvii. Recentemente si stanno studiando anche macchinari che sono in grado di programmarsi da soli, facendo in modo che non ci sia bisogno di nessuno che li controlli. Le fabbriche, infatti, secondo me, sono le più vulnerabili e le più adattabili a questo tipo di cambiamento.
Sta di fatto che, secondo me, questi macchinari hanno anche dei “contro”. In caso di blackout generale, infatti, questi macchinari non sarebbero più efficienti e, nonostante la loro grande funzionalità, se si rompessero o danneggiassero, i costi di riparazione sarebbero davvero elevati. A parer mio, questi robot, sarebbero molto utili, dato che riuscirebbero a maneggiare con più facilità materiali molto pesanti. D’altra parte, non tutti i lavori sarebbero sostituibili da questi androidi, dato che per diversi procedimenti, è strettamente necessario l’intervento umano.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account