Forse la fantascienza non è mai stata tanto vicina e parallela alla realtà di quanto non lo sia in questo momento, in effetti, gettando un innocuo sguardo intorno a noi, a meno che non ci troviamo nella natura più selvaggia, resteremmo strabiliati dall’esorbitante numero di ”macchine” che ci circonda, facilitando la vita di tutti i giorni, come per esempio fanno ormai da anni le auto, i cellulari, o un qualsiasi elettrodomestico, e regalandoci, grazie a televisori, tablet, pc, passatempi e svaghi costantemente all’avanguardia. Il connubio apparentemente inscindibile tra uomo e tecnologia ha, se vogliamo, radici risalenti a decine di migliaia di anni fa, quando i nostri più lontani progenitori, spinti dalla necessità di procacciarsi il cibo e costruire ripari confortevoli, diedero fondo alle conoscenze di cui disponevano e accompagnandole con l’astuzia, resero possibile un primo avvicinamento al mondo della tecnologia. Saper maneggiare il fuoco, modellare pietre per fabbricare arnesi e armi e successivamente ideare i primi aratri e scoprire nuovi materiali, utilizzandoli al meglio, è né più né meno quello che attualmente i contemporanei stanno vivendo con i moderni apparecchi di nuova generazione. La sostanziale differenza tra ciò che accadde nell’Età della pietra e quello a cui noi stiamo assistendo la si può ritrovare nelle finalità che i due sviluppi presentano, poiché se da una parte il progresso era il discriminante tra la vita e la morte, dall’altra non è altro che sinonimo di alleggerimento degli sforzi manuali e talvolta intellettuali… uomo e macchina hanno passeggiato per lungo tempo fianco a fianco e solo ora, nel suggestivo scenario della terza rivoluzione industriale, la nostra fida accompagnatrice ha spiccato un incredibile balzo, piazzandosi davanti al proprio creatore. Testimoniano tale avvenimento non solo i numerosi test con esito favorevole alle macchine, ma anche e soprattutto la radicale trasformazione nel mondo del lavoro che vede sempre più spesso quest’ultime prendere il posto di addetti in carne ed ossa dimostrando qualità fuori dal comune, in primis affidabilità e precisione, che le rendono le operaie perfette: instancabili, senza orari, non soggette a infortuni e relative conseguenze per i proprietari e, naturalmente, non stipendiate; dunque l’ennesima dimostrazione di totale sottomissione al Dio Denaro che come sempre la fa da padrone. E’ bene però non fare di tutta l’erba un fascio e riflettere sul fatto che senza alcuni degli strumenti nati dalla tecnologia ci ritroveremmo in guai seri, quante vite sono state salvate dalle innovative tecnologie mediche e quante di queste possono considerarsi tali se non ci fossero state apparecchiature in grado di svolgere attività che alcuni malati non riuscirebbero nemmeno a immaginare? La scomparsa inarrestabile di mestieri ad opera dell’intelligenza artificiale corre in una direzione tutt’altro che unica, e quante porte verranno sbarrate, tante saranno spalancate, in un ciclo vitale più unico che raro, grazie al quale è possibile apprendere che è impensabile un mondo esente da alcun tipo di sviluppo e miglioramento: la curiosità, la ricerca delle novità e la relativa attuazione costituiscono un processo insito nell’animo umano, carico di conseguenze a prima vista disastrose eppure imprescindibili, e che pertanto non può e non deve essere ostacolato, ma semplicemente indirizzato verso il bene, strada che purtroppo è spesso impervia, accidentata e alla quale si preferisce quella comoda e assai gradita dell’utilitarismo sfacciato.
Giovanni Vinchi

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