Ora come ora la robotica, l’informatica, la tecnologia in generale ha raggiunto un livello di sviluppo
molto elevato; occorre adattarsi di continuo per stare al passo delle novità.
Siamo arrivati ad un punto in cui l’impiego di robot in alcune professioni è reale, ma la nostra
società non è particolarmente incline ad adottare tutte queste innovazioni d’altro canto nei
passati trent’anni il mondo ha dovuto sopportare un elevato sviluppo tecnologico.
Questo sviluppo ha reso possibile l’impiego di robot e macchine intelligenti in mansioni che
prima svolgeva solamente l’uomo.
Ciò non vuol dire che scompariranno dei posti di lavoro, ma se ne creeranno di nuovi,
probabilmente nei settori della ricerca e dello sviluppo della tecnologia.
Però secondo uno studio di una società di consulenza tedesca, condotto in Italia e Francia,
impieghi come l’infermiere, il postino e in generale nel settore della trasformazione
alimentare, nell’agricoltura e nei trasporti, andranno via via scomparendo.
Io sono dell’idea che le macchine non possano sostituire la mente umana perché non credo
che la loro intelligenza possa essere comparabile alla nostra. Un computer potrà anche
essere capace di anticipare delle azioni, potrà anche fare dei calcoli statistici per prevedere
degli avvenimenti ma non avrà mai la capacità di analisi, di interpretazione e soprattutto di
ragionamento umana; dopotutto è l’uomo che li ha progettati e costruiti.
Ritengo in ogni caso che l’utilizzo di intelligenze artificiali sia il futuro e penso che non
debba essere ostacolato ma il più possibile incentivato.

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