Anni fa mai nessuno avrebbe pensato che già all’inizio del ventunesimo secolo la tecnologia sarebbe stata così avanzata da osare sfidare il suo creatore e addirittura da batterlo! E invece eccoci qua, in competizione con quelle che sono le nostre creazioni, per difendere un primato che è sempre spettato all’uomo. I dati parlano chiaro: più volte la mente umana è stata sconfitta dall’intelligenza artificiale, che ormai non si ferma più davanti a nulla. Per adesso questo ha sempre riguardato per lo più giochi e quiz, ma se questo è solo l’inizio, che ne sarà tra pochi anni per esempio delle nostre attuali professioni? Alcuni impieghi necessitano di requisiti che solo l’uomo possiede, come la manualità e la disponibilità emotiva, ma altri invece hanno caratteristiche che le macchine sarebbero ben capaci di soddisfare. Come la posta elettronica ha quasi sostituito i postini, manca poco perché alcune macchine facciano lo stesso con i giardinieri, i corrieri, gli addetti alle casse, i camerieri e tutti quei mestieri che non richiedono particolari capacità di adattamento o di interazione. E’ stimato che quasi il cinquanta per cento delle occupazioni presenti oggi non sopravvivrà al nuovo secolo, finendo per essere svolte da macchine o software, se non totalmente eliminate. Quelli che una volta erano semplici strumenti per aiutare l’uomo sono divenuti vere e proprie armi per sovrastarlo. Nonostante ciò, la speranza è l’ultima a morire ed è rivolta principalmente a tutti quei mestieri in cui la presenza umana è essenziale: l’insegnante, gli addetti alla cura personale, gli infermieri e badanti e tutte quelle professioni in cui il calore umano non può mancare. Questa è una conferma che nella vita è sempre necessaria una serena coesistenza tra intelligenza ed emozioni e che dunque l’uomo non potrà mai essere sopraffatto da nulla al mondo, men che meno meccanico.

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