È incredibile quanto la tecnologia possa cambiare la vita degli uomini. Si sono fatti grandi passi per arrivare fino ai robot che possono sostituire l’uomo oggi.
I primi mestieri che potranno essere sostituiti probabilmente sono i cassieri, gli addetti alle pulizie e gli autisti (ne vediamo già l’attuazione per le metropolitane più avanzate di alcune città). Infatti non c’è bisogno di una particolare dote per poter fare, ad esempio, il cassiere, dato che basta passare il prodotto e fare la somma della spesa del cliente, anche se in realtà ci sono sostituiti con casse automatiche ma costituiscono solo una parte degli “addetti alla cassa” dei supermercati. Può darsi che in futuro esisteranno solo casse automatiche, dato che sono abbastanza efficienti. Basterà un tecnico che controlli il buon funzionamento di queste, e sarà fatto.
Ma esistono alcuni mestieri che non potranno mai essere sostituiti da robot. Parlo del pittore, del musicista, dello scienziato. Il motivo? I robot non hanno sentimenti, morale, spirito d’invenzione. Possono realizzare quadri o comporre musica, ma mancherà la componente emotiva e dunque mancheranno l’unicità e la creatività, perché sono tutti uguali, mentre per gli uomini, ognuno è diverso dall’altro, sia esteriormente che interiormente. Non parliamo dello scienziato, che è in grado di pensare sempre a cose nuove e strade nuove per le invenzioni.
Anche se il tasso di disoccupazione all’inizio aumenterà, in realtà ci sarà una maggiore richiesta di tecnici e inventori di robot. Ad ogni rivoluzione esistono tre tipi di persone: i primi sono quelli che fanno la rivoluzione, i secondi quelli che si adattano e i terzi quelli che rimangono indietro. L’uomo deve imparare a cooperare con i futuri robot-lavoratori e lasciare che questi facciano i mestieri che richiedono fatica e piacciono meno. In questo modo la produttività aumenterà, mentre l’uomo avrà più tempo e forze per la ricerca e il progresso.

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