Lo sviluppo procede ad una velocità senza precedenti: in pochi anni si è passato da cellulari pesantissimi e ingombranti a maneggevoli e pratici smartphone. Ma non solo nel campo della telefonia l’uomo si è sviluppato, infatti già da parecchi anni nelle industrie sono presenti robot in grado di assemblare o scomporre pezzi di macchine o di gestire i trasporti e gli scambi dei binari in stazione ad esempio. Ecco quindi che alla domanda “Le macchine sostituiranno l’uomo nel lavoro?”, la risposta è pronta: ebbene sì già da qualche decennio esistono lavori o meglio non esistono più lavori che i robot non siano in grado di fare e questo agevola moltissimo i dirigenti di fabbriche e industrie, i quali preferiscono sostituire la manodopera umana con quella tecnologica per il semplice fatto che un robot non ha bisogno di uno stipendio. Ecco quindi che l’automatizzazione tramite i robot di alcuni lavori viene decisa dai capi e dai proprietari di queste grandi società che vedono in essa una fonte di guadagno economico. L’essere umano però deve concentrarsi non sul guadagno ma sulla sicurezza, infatti i robot potrebbero essere utilissimi in lavori che richiedono un rischio molto elevato e che producono molte vittime ogni anno: ad esempio il lavoro del minatore è un impiego molto affaticante e richiede una grandissima forza di volontà. Con la sostituzione del robot al minatore ci sarebbe un guadagno immenso in termini di vite umane e si potrebbero evitare grandi disastri sotterranei, semplicemente programmando e dotando i robot di accessori quali sonar e scanner del terreno e delle rocce così da far calcolare al robot stesso se conviene o non conviene abbattere un muro! Nonostante questo la tecnologia avanza anche nel settore della medicina, esistono emergenti macchine in grado di operare chirurgicamente un essere umano senza commettere il minimo errore, tramite calcoli e videocamere che consentono ai medici una miglior manovra del robot; anche se questo non dà la possibilità alle macchine di avere la freddezza e l’istinto che ha l’uomo.

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